** Dal Piano integrato Sociale Regionale 2007/2010

Dal Piano  Integrato Sociale Regionale 2007-2010

 

Affrontare il tema della disabilità significa avere presente la globalità della persona con diverse capacità funzionali al fine di valutarne complessivamente le condizioni di bisogno e di impostare un progetto di intervento che possa migliorarne la qualità della vita.

Le politiche regionali tendono a recuperare una dimensione unitaria delle strategie di intervento verso la persona con disabilità,assicurando livelli efficaci di governo e di coordinamento territoriale,e articolando la gamma delle risposte sulla prevalenza delle caratteristiche riabilitative o socioassistenziali del piano di intervento ( denominato PAP).

Diventa così centrale la distinzione tra progetti di intervento che si prefiggono l’obiettivo di un

recupero tangibile di capacità funzionali,con una logica quindi di riabilitazione,e progetti che

affrontano l’area della cronicità,con logiche e finalità prevalentemente di lungo assistenza

L’orientamento del PISR sugli interventi sociali e sanitari è quello di individuare elementi di

specificità dei singoli percorsi (assistenziale e riabilitativo) ed azioni comuni che qualifichino

l’insieme della rete dei servizi nel settore della disabilità.

 

Le politiche regionali nei confronti della persona disabile,dovranno potenziare le condizioni per rendere possibile l’inserimento ed il recupero sociale,perseguendo i principi della nondiscriminazione,delle pari opportunità e della concreta integrazione sopra citati.

La programmazione unitaria delle aziende unità sanitarie locali e dei comuni e/o delle S.d.S.

(attraverso i Piani Integrati di Salute) con il contributo prezioso e indispensabile dei cittadini con disabilità,dei familiari,del volontariato,promuoverà interventi per agevolare una piena

integrazione sociale,scolastica,lavorativa e ambientale.

Confermando l’obiettivo di finalizzare gli interventi al raggiungimento della massima autonomia ed integrazione della persona disabile nel contesto familiare e nella vita sociale,la Giunta si impegna nell’arco di validità del PISR 2007-2010 a monitorare le seguenti azioni integrate:

–strategie preventive per il mantenimento dell’autonomia e dell’autosufficienza residua

unitamente all’eventuale recupero degli esiti invalidanti

 

7.8.2. I cittadini con disabilità in età adulta

Per le persone portatrici di disabilità in età adulta non si riscontra una sufficiente strutturazione

dei servizi. Occorre riaffermare l’importanza di tutte le azioni tese a contrastare processi di

esclusione o istituzionalizzazione,nonché di tutti gli interventi tesi a rimuovere gli ostacoli di

ordine culturale,strutturale e materiale per il raggiungimento del più alto grado di autonomia,

assicurando la presa in carico unitaria,globale,integrata e flessibile del soggetto con disabilità,garantendo un percorso d’integrazione.

Il percorso d’integrazione,elaborato attraverso il PAP ed i vari piani individuali di volta in volta

previsti,definisce i sostegni da attivare nelle diverse tappe di integrazione.

Il percorso certo di integrazione si configura come un mezzo per dare sostegno concreto alle

famiglie,per non determinare situazioni di svantaggio per tutti i membri delle stesse e per

ridurre processi di sfiducia e rapporti conflittuali tra servizi e famiglie.

 

Linee di intervento:

–sperimentare,in ambito zonale,progetti di uscita programmata dalla scuola dell’obbligo che,

valutando le reali possibilità e potenzialità del soggetto ed utilizzando il PEP (Progetto

educativo personalizzato),dovranno definire gli inserimenti successivi (prosecuzione degli

studi,preformazione e formazione professionale,inserimento al lavoro,assistenza socioeducativa- riabilitativa personalizzata,centro diurno,etc..);

–Wimplementare servizi di aiuto personale anche in forma indiretta;

–sperimentare progetti di Vita indipendente,sulla base delle indicazioni regionali riguardanti la predisposizione di progetti di vita indipendente,in situazione di autonomia di vita o di

convivenza familiare per persone con disabilità grave.

 

7.13. La tutela della salute mentale

L’aumento del numero di persone con disturbi mentali e la complessità del fenomeno richiede

un’alta capacità dei soggetti istituzionali di farsi carico in maniera adeguata delle problematiche della salute mentale. L’adeguatezza e la qualità delle risposte è strettamente connessa alla capacità di  favorire l’integrazione dei servizi e la più ampia partecipazione delle associazioni di utenti e dei familiari nella definizione dei programmi e nella realizzazione di azioni per la salute mentale;capacità di elaborare programmi comuni pienamente condivisi e di promuovere azioni nelle quali convergono risorse diverse e si armonizzano competenze e professionalità.

 

In linea con gli indirizzi del precedente Piano Integrato Sociale Regionale e con gli obiettivi

contenuti nel Piano Sanitario Regionale 2005-2007 approvato con Deliberazione C.R.T. n. 22 del 16.2. 2005 e nelle Leggi Regionali 24 febbraio 2005,n. 40 – Disciplina del servizio sanitario regionale e 24 febbraio 2005,n. 41 – Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela deidiritti di cittadinanza sociale,è necessario rafforzare l’integrazione dei servizi sanitari e sociali e promuovere la sinergia delle risorse,in un’azione coordinata e condivisa tra Aziende unità sanitarie locali e Comuni,con il contributo di volontariato,auto aiuto e terzo settore.

La Regione Toscana,oltre a potenziare il sistema dei servizi pubblici per la salute mentale nelle sue diverse articolazioni incoraggia e sostiene sul territorio regionale quelle realtà del privato sociale,del volontariato,dell’associazionismo e dell’auto-aiuto che,liberamente,hanno scelto di dedicarsi ad un settore così delicato ed importante per l’intera collettività.

Per il triennio di validità del presente Piano,la Regione Toscana si propone pertanto di

consolidare il processo di integrazione tra servizi sanitari e sociali e di favorire la

programmazione unitaria pubblica delle azioni con l’obiettivo di garantire qualità e

appropriatezza dei percorsi e delle prestazioni assistenziali per una più efficace azione di tutela della salute mentale.

Le politiche regionali sull’integrazione socio-sanitaria devono,in particolare,mirare alla

promozione della salute mentale e alla prevenzione e individuazione precoce del disturbo

attraverso l’informazione e la realizzazione di iniziative socio culturali e di gruppo. E’ necessario proseguire in modo sistematico l’azione di prevenzione del disagio psichico attraverso strategie a lungo termine nelle strutture di comunità (scuole,luoghi di lavoro,luoghi di aggregazione),mettendo in atto iniziative che incidano sui processi culturali relativi alle relazioni emotivoaffettive e alle reazioni agli eventi stressanti ed alle malattie.

L’azione integrata tra sanitario e sociale deve assicurare la presa in carico multidisciplinare e

percorsi terapeutico riabilitativi personalizzati dei minori con disturbi psichici,neurologici e

neuropsicologici e degli adulti con disturbi psichici con particolare attenzione alle persone che

soffrono in solitudine rifiutando ogni tipo di assistenza,e alle loro famiglie.

Appare inoltre indispensabile migliorare e rafforzare i percorsi di autonomia e di reinserimento

sociale delle persone con patologie mentali ampliando le loro possibilità abitative e di lavoro.

Ad oggi infatti le risposte a tali diritti di cittadinanza sono ancora troppo parziali e non sufficienti rispetto ai bisogni. Le carenze evidenziate creano grosse difficoltà alla realizzazione di concreti percorsi riabilitativi e le offerte tendono ad essere di tipo assistenzialistico piuttosto che di reale recupero delle potenzialità delle persone.

Occorre inoltre sviluppare una maggiore attenzione allo stato di salute generale delle persone

affette da malattie mentali promuovendo azioni che consentano di migliorare il loro “stile di vita”e prevenendo l’insorgere delle malattie fisiche attraverso appropriati interventi di valutazionedelle condizioni generali di salute delle persone.

Per il prossimo triennio si prevede lo sviluppo di azioni di verifica e valutazione delle capacità di ciascun presidio socio sanitario dedicato alla tutela della salute mentale di produrre prestazioni appropriate ed efficaci in relazione a quanto disposto dalla L.R. 23/2/1999,n. 8 e successivemodificazioni e dalla L.R. 24/2/2005,n. 41,in materia di accreditamento delle strutture.

Nell’ambito delle finalità complessive per le azioni a tutela della salute mentale ed in continuità con la precedente programmazione sociale e con quella sanitaria,gli obiettivi prioritari sono:

favorire l’integrazione dei servizi e la più ampia partecipazione delle associazioni di utenti e

dei familiari nella definizione dei programmi e nella realizzazione di azioni per la salute

mentale;

–assicurare la presa in carico dei minori con disturbi psichici,neurologici e neuropsicologici e

degli adulti con disturbi psichici nonché la realizzazione del progetto terapeutico riabilitativo

individuale definito in stretta integrazione tra le diverse professionalità;

–sviluppare competenze e capacità degli operatori per rafforzare il loro ruolo professionale;

–potenziare gli interventi di riabilitazione e  reinserimento sociale delle persone affette da

malattia mentale con particolare attenzione alla valorizzazione delle loro capacità e dei loro

punti di forza;

–garantire idonee soluzioni abitative alle persone con disturbi mentali con particolare

attenzione a coloro che hanno concluso il percorso assistenziale personalizzato nelle strutture residenziali per la salute mentale prevedendo,al fine di favorire i percorsi di autonomia,l’impiego di nuove figure professionali quali i facilitatori sociali e,se necessario,idonei servizi di assistenza domestica;

–sviluppare e rafforzare gli interventi diretti a favorire l’inserimento al lavoro delle persone con

problemi di salute mentale;

–promuovere la prevenzione ed il trattamento delle malattie fisiche dei pazienti psichiatri;

–favorire la crescita delle Associazioni e dei gruppi di auto mutuo aiuto e la sperimentazione di servizi con modalità di partecipazione attiva delle persone utenti della salute mentale per

consolidare e rafforzare il processo avviato nel periodo di vigenza del precedente Piano

integrato sociale regionale;

–sostenere le azioni di promozione della salute mentale e di prevenzione e individuazione

precoce del disagio psichico a partire dall’infanzia e dall’adolescenza;

–sviluppare una cultura basata sui valori della solidarietà e del mutuo aiuto.

 

Le azioni:

1. Interventi finalizzati a realizzare nuove soluzioni residenziali abitative per favorire i percorsi di autonomia e di reinserimento sociale delle persone con patologie mentali:

–attivare e sostenere dei progetti sperimentali diretti a potenziare il diritto ad abitare delle

persone con disturbi mentali anche attraverso azioni integrate con le famiglie ed i gruppi di

auto aiuto degli utenti;

–garantire la riserva di quote di alloggi di edilizia residenziale pubblica per le persone utenti

dei servizi di salute mentale;

–favorire la realizzazione di progetti di inserimenti eterofamiliari assistiti;

2. Attivazione di percorsi lavorativi delle persone con problemi di salute mentale:

–sviluppare tirocini di formazione in situazione lavorativa con borse lavoro;

–realizzare accordi di programma e convenzioni con le Province per la gestione della Legge

68/1999;

–attivare nuove esperienze di lavoro nel campo del turismo sociale,dell’agricoltura,

dell’artigianato,della ricerca e della comunicazione e di ogni altra forma di impresa sociale;

–consolidare e rafforzare le cooperative sociali di tipo B già attive sul territorio;

–sviluppare la formazione e l’utilizzo di facilitatori sociali;

3. Salute mentale e carcere:

–attuare il protocollo d’Intesa Regione Toscana/Prap Toscana di cui alla L.R. n° 64 del

2.12.2005,relativamente alla tutela della salute mentale in carcere,come indicato nel

paragrafo 7.16 del presente Piano Integrato Sociale Regionale;

–sostenere i percorsi socio-assistenziali delle persone affette da turbe psichiche detenute o

internate in Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) con particolare attenzione all’attivazione

di nuovi programmi di inserimento al lavoro e favorire i progetti diretti alla loro

deistituzionalizzazione;

4. Infanzia e adolescenza:

–sviluppare progetti di prevenzione e individuazione precoce del disturbo mentale con

particolare riferimento alla prevenzione primaria attraverso interventi nelle scuole e nei

luoghi di aggregazione dei giovani;

–completare l’organizzazione della rete dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza;

–definire i percorsi di accoglienza e cura delle situazioni di disagio nell’infanzia e adolescenza

con particolare attenzione all’emergenza e alle crisi acute in età adolescenziale e ai

trattamenti terapeutico riabilitativi ad alta intensità assistenziale;

5. Percorsi assistenziali e di cura per persone affette da disturbi del comportamento alimentare

(DCA):

–completare la rete dei servizi per la prevenzione,cura e riabilitazione dei DCA come indicato

nelle linee guida di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 279 del 18/4/2006;

–valutare l’opportunità di avviare la sperimentazione di una struttura residenziale

specificatamente dedicata ai DCA;

–favorire la conoscenza dei servizi e dei percorsi assistenziali nell’ambito della comunità di

riferimento;

6. Interventi diretti a sostenere percorsi di autonomia degli utenti,a rafforzare il ruolo dell’auto

aiuto psichiatrico e a sviluppare reti informali per la salute mentale:

–prosecuzione del progetto “Mare,costa e dintorni,Il viaggio” –percorsi di autonomia per

persone con problemi di salute mentale e disabili;

–sostegno alla Rete regionale toscana degli Utenti della Salute Mentale;

–realizzazione di corsi per facilitatore sociale (Utente operatore) e sperimentazione di modalità

assistenziali per pazienti affetti da malattia mentale che prevedano un ruolo attivo da parte

degli stessi utenti;

7. Sostegno alle famiglie al cui interno è presente un componente che soffre di patologie

psichiatriche:

–potenziare le offerte di assistenza domiciliare integrata;

–realizzare iniziative dirette a sperimentare un sistema di vita extra familiare,anche per brevi

periodi,nella logica del “ Sempre con noi”;

–sviluppare i interventi psico-educativi integrati per le famiglie di pazienti affetti da patologie

mentali;

–sostenere i familiari delle persone con celebrolesioni acquisite;

8. Riabilitazione e socializzazione:

–potenziare gli interventi diretti a riconoscere le capacità e le abilità della persona e a favorire

l’acquisizione di nuove abilità;

Interventi diretti a migliorare i percorsi di presa in carico e di assistenza integrata delle

persone con disturbi dello spettro artistico:

–individuare precocemente il disturbo;

–realizzare la presa in carico della persona con valutazione funzionale e definizione del

percorso assistenziale personalizzato da parte dell’equipe multiprofessionale;

–definire e qualificare la rete integrata dei servizi per la cura,riabilitazione e assistenza dei

disturbi dello spettro autistico con particolare attenzione allo sviluppo di interventi coordinati

e qualificati per i minori,al potenziamento delle risposte assistenziali per gli adulti affetti da

tali patologie e ai bisogni specifici delle famiglie;

10. Interventi sperimentali volti a sostenere pazienti stranieri affetti da patologie psichiatriche

con attenzione ad una formazione specifica degli operatori sanitari;

11. Interventi coordinati tra servizi territoriali ed ospedalieri per la prevenzione,individuazione

precoce e risposta assistenziale alle situazioni di depressione precoce post-partum e alla salute

mentale perinatale;

12. Formazione dei professionisti coinvolti nel percorso assistenziale con particolare attenzione a

migliorare la capacità di conduzione integrata del progetto terapeutico riabilitativo

individualizzato e le conoscenze sui metodi di valutazione e miglioramento della qualità dei

servizi.

Obiettivi di periodo:

breve termine:

–avviare percorsi integrati per la valutazione ed il miglioramento delle procedure per l’inserimento

al lavoro delle persone con patologie psichiatriche e con disabilità psichica;

–individuare i criteri regionali integrati per la programmazione dell’offerta abitativa da alimentare

con l’edilizia sociale;

–avviare una ricognizione sui rischi di mortalità dei pazienti affetti da patologia psichiatrica;

–attivare risposte specifiche sui temi della promozione della salute mentale mediante interventi

preventivi in età evolutiva.

medio-lungo termine:

–completare l’organizzazione della rete dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza ridefinendo i

percorsi di accoglienza e cura,con particolare attenzione alle situazioni di emergenza e crisi acuta

in età adolescenziale;

–completare la rete integrata dei servizi per la prevenzione e cura dei disturbi del comportamento

alimentare

–definire i percorsi integrati per l’individuazione precoce dei disturbi dello spettro autistico e per la

definizione e qualificazione della rete integrata dei servizi per la cura,riabilitazione e assistenza

delle persone con tali patologie;

–individuare i requisiti regionali per l’accreditamento dei presidi per la salute mentale;

–assicurare una programmazione integrata per la gestione dell’edilizia sociale;

–attivare e coordinare gli interventi a sostegno delle problematiche connesse alla salute mentale e

al disagio psichico in carcere in attuazione della L.R. n° 64 del 2.12.2005;

–definire protocolli operativi con i SERT per la gestione dell’emergenza e della doppia diagnosi;

–promuovere azioni atte a favorire l’uso appropriato dei farmaci e la sperimentazione di terapie non

convenzionali.

Strumenti:

–linee programmatiche regionali per la definizione di percorsi integrati per l’individuazione e

accoglimento precoce della sofferenza psichica dell’adolescente e per la realizzazione di una rete

integrata di servizi per l’assistenza riabilitativa dei disturbi neuropsichci dell’età evolutiva;

–linee programmatiche regionali per l’individuazione precoce dei disturbi dello spettro autistico e per la

definizione della rete integrata dei servizi per la cura,riabilitazione e assistenza delle persone affette

da tali patologie;

–linee di indirizzo regionali sull’autorizzazione e accreditamento delle strutture della salute mentale;

–linee programmatiche regionali integrate per l’edilizia sociale;

–programma regionale per la promozione degli stili di vita;

–programma regionale integrato di comunicazione sulla salute

–programma regionale integrato per l’educazione alla salute

–piano degli investimenti per le strutture sociali;

–progetto di ricerca sulla mortalità nei pazienti che accedono ai servizi dei dipartimenti di salute

mentale;

–progetto di ricerca sulle modalità di accoglimento,valutazione diagnostica e intervento terapeutico

della coppia madre-bambino nei disturbi psichici materni/genitoriali;

–progetto di ricerca sul monitoraggio dell’attuazione della rete integrata di servizi per la prevenzione e

cura dei disturbi del comportamento alimentare;

–progetto di ricerca sui tentati suicidi e sui suicidi.

Risorse:

–quote dei fondi sanitario e sociale regionale

–quota del Fondo per la non autosufficienza

–risorse integrate dell’edilizia sociale e dei vari fondi strutturali regionali