*2007 Relazione al Convegno “Quanto la persona è al centro della sua cura?”

Relazione di “Oltre l’Orizzonte”sui servizi del Dipartimento di Salute Mentale – ASL 3 Pistoia

Convegno Coordinamento Toscano 23 novembre

 L’ASL 3 è divisa in due zone,quella di Pistoia,capofila di 12 comuni,che non ha aderito alla sperimentazione della Società della Salute e dove il sociale è rimasto di competenza dei comuni,e la zona della Valdinievole che sta sperimentando la Società della Salute e dove il sociale è di competenza dell’azienda USL. Il Dipartimento è costituito da quattro unità funzionali,una unità per l’Infanzia e Adolescenza a Pistoia e una in Valdinievole,una unità per gli Adulti a Pistoia e una in Valdinievole. All’interno dell’Unità Funzionale Infanzia e Adolescenza c’è anche l’unità operativa di neuropsichiatria infantile,una per le due zone.

 Concertazione con le associazioni

 A Pistoia sono presenti due associazioni che si occupano di salute mentale in generale,una che si occupa di autismo e la neonata associazione degli utenti psichiatrici della Valdinievole.

Il rapporto con le associazioni è buono e siamo ricevuti ogniqualvolta lo chiediamo. Tuttavia,le nostre istanze sono accolte soltanto nei piccoli particolari. Non siamo mai coinvolti nella valutazione del servizio.

 Organizzazione dell’ASL 3 e programmazione dei servizi per la salute mentale

 L’ASL 3 è organizzata in modo fortemente gerarchico,una modalità molto enfatizzata dal nuovo direttore generale. La mancanza di flessibilità determina delle forti interruzioni nel servizio,per cui alcuni progetti deliberati non sono stati mai attivati,con il rimpallo delle responsabilità. Ciò è accaduto per un grosso progetto di lotta allo stigma,ma anche per il normale scorrimento delle attività,come per gli inserimenti socioterapeutici,l’abbattimento delle barriere architettoniche,un progetto di prevenzione del disagio giovanile nelle scuole,progetti di educazione alla salute. Molte delle responsabilità per i ritardi sono stati addebitati all’Area Vasta e alle mancate risposte dell’ESTAV oppure ai ritardi dei responsabili amministrativi.

 Unità Funzionali Infanzia e Adolescenza (UUFFSMIA)

 L’associazione “Oltre l’Orizzonte” non ha soci che si avvalgano dei servizi dell’UFSMIA,quindi il giudizio che possiamo dare non è diretto ma soltanto basato su quanto percepito e quanto letto nella documentazione a noi trasmessa. L’impressione è quella di unità gestite al meglio per quanto il personale e la logistica permettano. Alcune criticità sono state rilevate dai dirigenti stessi. Quelle che ci sembrano più necessarie di una risposta tempestiva sono le seguenti:

  • Aggiunta della figura dell’educatore nell’organico delle unità funzionali per l’infanzia e l’adolescenza,

            prevista dal piano regionale ma non attivata a Pistoia. Questa figura è particolarmente importante per sostenere i bambini e gli adolescenti    

            nelle situazioni  di abuso e di marginalità sociale per dare loro un punto educativo continuativo di riferimento

  • Aumento del personale,visto anche l’incremento del bisogno
  • Sistemazione in ruolo del personale a convenzione o a incarico determinato
  • Costituzione del centro di disturbi del linguaggio,possibile semplicemente riunendo le logopediste e le neuropsicomotriciste in un’unica sede (già individuata):senza ulteriori costi per l’azienda
  • Ampliamento logistico per l’unità funzionale di Pistoia,attualmente in una sede prestigiosa ma con esiguità di spazi a disposizione
  • Costituzione di un centro diurno terapeutico-riabilitativo per adolescenti con gravi psicopatologie
  • Maggiore attenzione al passaggio dall’U. F. Infanzia e Adolescenza all’U.F. Adulti nell’età di confine
  • Potenziamento dell’attività di prevenzione

 Unità Funzionali Salute Mentale Adulti (UUFFSMA)

 Quest’anno c’è stato un grosso sconvolgimento nel DSM di Pistoia. A novembre 2006 è andato in pensione il responsabile dell’UFSMA di Pistoia (a un anno di distanza non è ancora stato fatto il concorso per sostituirlo!) ed è stato nominato il nuovo coordinatore del DSM. Ad anno nuovo è cambiato anche il direttore generale dell’azienda USL. .

 UFSMA Pistoia

 L’ SPDC si trova nell’attuale sede PROVVISORIAMENTE dal 1985! Sistematicamente,negli anni è stato promesso di spostarlo all’interno dell’ospedale “non appena….” Ma qualcos’altro ha sempre impedito tale trasferimento. Quindi,l’SPDC opera non solo in una situazione di insicurezza e promiscuità ma,poiché è una sede provvisoria non si fanno neanche lavori di manutenzione o piccolo miglioramento:ci sono solo due bagni;non c’è la scala di sicurezza,la scala di accesso è pericolosa,ogni anno il primo acquazzone allaga qualche stanza perché non vengono puliti i canali ostruiti dalle foglie;gli ambienti sono scrosticciati e sanno di muffa;spesso sono infestati da insetti;non c’è una stanza dove i degenti possano ricevere familiari ed amici nel rispetto della privacy;il giardino sottostante- notevole potenziale valvola di sfogo- raramente viene curato ed ha un aspetto poco accogliente. Il pianterreno dello stabile che ospita l’SPDC era stato liberato con l’intenzione di rendere più vivibile il reparto ma la situazione di pericolosità delle scale,la puzza di fogna di alcuni ambienti (sotto il pianterreno ci sono cunicoli dove scorre l’acqua) e la mancanza di personale non hanno permesso alcun utilizzo di questo piano della palazzina,lasciando l’SPDC nella situazione poco dignitosa precedente.

La breve ma proficua sperimentazione dei gruppi psicoeducazionali è stata interrotta a causa di mancanza di personale. Continuano quindi le giornate “piene di vuoto” anche per le persone impropriamente ricoverate (per mancanza di disponibilità di luoghi più idonei).

Centro di Salute Mentale di Pistoia

E’ cambiata la filosofia gestionale del dipartimento;c’è molta più apertura e fiducia negli utenti,almeno da parte del responsabile e di alcuni operatori. Nelle loro ricognizioni i nuovi dirigenti hanno constatato molte delle disfunzioni che noi segnalavamo da tempo e altre ancora.

C’erano troppi inserimenti in strutture residenziali fuori Pistoia e molti di questi erano stati impropriamente caricati sul budget della salute mentale in quanto non si trattava di pazienti psichiatrici ma di persone affette da handicap di altro genere. Questo anno è stato utilizzato principalmente per la riorganizzazione dei servizi e del personale per liberare risorse per la riabilitazione. Pertanto,particolarmente nella zona di Pistoia,i cambiamenti sono al momento poco percettibili.

Il servizio territoriale è ancora principalmente un servizio ambulatoriale e nella zona della montagna pistoiese si era praticamente smantellato anche questo. E’ stata nominata un’èquipe per ripristinare il servizio continuativo in questa zona ed è stato allocato un operatore per riattivare il gruppo di auto-aiuto delle donne,che era andato a morire.

Riguardo al servizio in generale abbiamo la netta sensazione che ogni pezzetto funzioni autonomamente e separatamente.

I progetti individuali personalizzati vengono ancora attivati solo per pochi e in modo sommario e frammentato. Siamo certi che ciò sia dovuto alla scarsità del numero di educatori ma anche alla mancanza di visione globale condivisa della riabilitazione e alla mancanza di abitudine a lavorare in èquipe. Le persone che non frequentano l’ambulatorio o uno dei due diurni e non hanno inserimenti lavorativi non vengono raggiunti. I familiari solo marginalmente sono coinvolti nel progetto dei loro congiunti. Sono stati attivati quattro gruppi di sostegno ai familiari ma la formula è logora e dovrebbe essere rivista,o almeno dovrebbe essere formato un gruppo che sperimenti un metodo diverso.

Il medico di medicina generale,che preferiamo chiamare medico di famiglia,solo in alcuni casi è coinvolto. Invece,riteniamo che sia una risorsa preziosa in quanto conosce tutta la famiglia,con i suoi punti di forza e le sue fragilità e spesso conosce la persona fin da piccolo,anche prima dell’insorgere della malattia. E’ importante che sia coinvolto anche per quanto riguarda tutti controlli utili per il mantenimento dello stato di salute. Riteniamo che un buon contatto fra la psichiatria e i medici di famiglia possa contribuire sia alla prevenzione che alla lotta allo stigma.

Integrazione socio-sanitaria

Fino a quest’anno non c’era quasi nessuna integrazione con i servizi del territorio di competenza degli enti pubblici per cui sono stati attivati pochissimi percorsi di inclusione. Pochissimo si è fatto per potenziare percorsi di autonomia abitativa. Per regolarizzare con il comune di Pistoia il contratto di comodato per la comunità terapeutica di prossima apertura sono occorsi anni e periodici richiami più o meno minacciosi da parte della nostra associazione. Sappiamo che sarà aperta all’inizio del 2008 ma non ci è ancora stato detto a quale approccio riabilitativo si ispirerà. Un appartamento da quattro anni sta ancora aspettando il contratto di comodato perché la pratica si rimpalla dall’ufficio tecnico del comune a quello dell’ASL e vice versa. Gli incontri allargati sulla socializzazione e le vacanze non sono stati mai ripresi.

Quest’anno sono cominciati degli incontri periodici con i referenti del comune per concordare il piano integrato di salute. Le associazioni sono state ascoltate dalla V commissione del comune di Pistoia (su nostra richiesta) con la promessa di occuparsi ancora di salute mentale ma non siamo ancora stati sentiti da chi si occuperà direttamente del piano integrato di salute.

C’è necessità di lavorare sulla residenzialità,il lavoro e la socialità.

Buone pratiche,seppur con necessità di affinare ulteriormente e di trasformare in metodo

Un semplice cambiamento nell’assegnazione del personale ha permesso di garantire l’accoglienza di chiunque abbia bisogno di entrare in contatto con il servizio ed ha azzerato le liste d’attesa. Però,non vorremmo che questa fosse la causa per cui sono stati interrotti i gruppi psicoeducativi nell’SPDC!

Il lavoro

Da alcuni anni si sta sperimentando con successo l’assegnazione di un educatore dedito agli inserimenti socioterapeutici e lavorativi. E’ stato migliorato anche il rapporto con il Centro per l’Impiego della provincia;si è QUASI arrivati alla firma di un protocollo che dovrebbe permettere,nei casi per i quali ciò sia possibile,di trasformare gli inserimenti socio-terapeutici in tirocini funzionali all’impiego vero e proprio. Non si sa perché la bozza di accordo sia ferma da cinque anni!

Lo strumento dell’inserimento socioterapeutico ci sembra ancora valido anche se un po’ logoro e andrebbe rivitalizzato. Ci chiediamo perché la possibilità di inserire nuovi soggetti venga interrotta sistematicamente due o tre volte all’anno e perché non si aumenti il contributo economico,anche in base ad obiettivi individuali più o meno ambiziosi. Un punto forte e allo stesso tempo debole è rappresentato dagli inserimenti in cooperative B:servono maggiori garanzie e maggiori controlli perché uno strumento nato per facilitare l’assunzione di persone delle fasce deboli non diventi sfruttamento e non obblighi a lavorare in situazioni di mancanza di sicurezza.

Si ha la sensazione che lo stigma sia responsabile per le poche assunzioni di persone affette da disturbi psichici anche con la legge ’68. Siamo sempre più convinti che il lavoro e l’autonomia abitativa siano irrinunciabili per potenziare l’autonomia e portare alla guarigione. Però,sono ancora i due aspetti più carenti della riabilitazione in questo campo.

L’assegnazione di due assistenti sociali all’unità funzionale ha migliorato la presa in carico e la possibilità di lavorare in èquipe.

L’attenzione per il protagonismo degli utenti da parte del responsabile del servizio ha fatto sì che l’UFSMA approvasse il corso per facilitatori attivato dalla provincia di Pistoia –per la cui realizzazione la nostra associazione si è molto adoperata. Il dott. De Luca ha anche assicurato che i facilitatori saranno utilizzati con inserimenti lavorativi nel 2008. Ha anche incoraggiato la costituzione del gruppo di auto-aiuto,incaricando alcuni educatori di sostenere il gruppo.

L’incoraggiamento dato alla polisportiva “La Giostra”- trasformata in associazione per allargare le sue possibilità di azione e di integrazione nel territorio-attraverso l’assegnazione di operatori e di risorse (poche) ha fornito un altro strumento riabilitativo significativo.

CSM Montecatini

I soci dell’associazione sono principalmente della zona di Pistoia e quindi le informazioni sulla Valdinievole sono meno condivise ma riteniamo di poter affermare quanto segue:

La nuova sede è molto accogliente e l’apertura anche nei festivi sicuramente tranquillizza pazienti e familiari.

L’atteggiamento teso a valorizzare gli utenti ha favorito la costituzione di un gruppo di auto-aiuto subito trasformato in associazione di utenti.

Sono encomiabili anche le iniziative di incoraggiare la partecipazione degli utenti ad attività di socializzazione delle associazioni del territorio,tuttavia sembra che le risorse messe in campo siano esigue:un solo psicologo,pochi educatori. Il progetto di lotta allo stigma denominato “Curare la normalità” incorpora sia la lotta allo stigma che le iniziative di socializzazione che la riabilitazione per tutta la Valdinievole al costo di soli €42,000! Le giornate ai centri diurni sono vuote,con soltanto un’attività al giorno o poco più e comunque queste iniziative riguardano pochi utenti. Chi non accede al CSM o ai centri diurni viene raggiunto solo per la somministrazione di farmaci.

Anche gli allenamenti della polisportiva avvengono al mattino per cui non può che rimanere un’attività circoscritta al circuito dei servizi psichiatrici.

Abbiamo l’impressione che poco sia il lavoro portato avanti sul potenziamento del sé sempre a causa della non attivazione delle èquipes e dei progett personalizzati.  

Richieste

 Alla Regione Toscana

 Linee guida più stringenti riguardo all’integrazione socio-sanitaria e alle risorse allocate

  1. Eliminare tutti gli ostacoli che impediscono il rimpiazzo e l’ampliamento del personale educativo
  2. Continuità e diffusione riguardo ai progetti degli anni precedenti:educazione alla salute,indagine sugli SPDC,collaborazione con le università,la residenzialità
  3. Definizione del profilo del facilitatore sociale e ampliamento del suo utilizzo nel sociale
  4. Organizzazione di giornate di studio per diffondere le buone pratiche
  5. Campagna di lotta allo stigma
  6. Richiedere ad ogni ASL di esplicitare la filosofia del servizio

 All’ASL 3

  1. Smettere di posticipare il trasferimento dell’SPDC di Pistoia nel corpo dell’ospedale
  2. Assegnare alla salute mentale tutte le risorse previste dalla normativa nazionale
  3. Individuare le criticità per porre rimedio agli intoppi nell’espletamento delle pratiche
  4. Rimpiazzare tutti gli operatori tempestivamente
  5. Promuovere la collaborazione fra settori diversi (sociale,amministrativo,educazione alla salute,comunicazione)
  6. Inserire gli educatori nell’UUFFSMIA
  7. Potenziare e incentivare l’integrazione socio-sanitaria
  8. Espletare i concorsi tempestivamente:primario UFSMA Pistoia,psicologi UFSMIA,psichiatri,educatori,psicomotriciste,logopediste (in attesa da anni!)
  9. Risolvere il problema dello stigma verso gli utenti psichiatrici da parte della commissione per le patenti di guida
  10. Eliminare tutte le barriere architettoniche

 AL DSM

  1. Esplicitare e condividere la filosofia della riabilitazione e formare continuamente gli operatori e i familiari in base ad essa
  2. Scegliere un obiettivo concreto “forte” da realizzare e valutare nel 2008!
  3. Occuparsi di tutti i pazienti in carico in base ai loro bisogni,rendendo i pazienti protagonisti del progetto e aiutare i familiari a diventare una risorsa
  4. Condividere che cosa si intende per progetto terapeutico
  5. Convocare più spesso la consulta
  6. Coinvolgere le associazioni in tutte le fasi della programmazione
  7. Predisporre la valutazione dei servizi da parte di utenti e familiari
  8. Sviluppare la propria progettualità ,adoperandosi per l’integrazione con il sociale
  9. Prendere e tenere in carico i “non collaboranti” con continuità terapeutica

 Attività dell’Associazione “Oltre l’Orizzonte” da nov. 2006 a nov. 2007

 Corsi di formazione

  1. L’amministratore di sostegno:dalla legge alla realtà (CESVOT)
  2. Nel mondo delle psicoterapie:orientarsi per conoscere

      Progetti

  1. Completamento di “No al pregiudizio. Campagna di sensibilizzazione (Innovazione CESVOT)
  2. “Vivere”:progetto sperimentale domiciliare per non collaboranti (Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia)
  3. Organizzazione della Giornata Nazionale della Salute Mentale
  4. Giornata di studio:“Le artiterapie come strumenti per la riabilitazione e la prevenzione”

 Attività di socializzazione

Attività di sensibilizzazione e di stimolo presso le istituzioni locali

Pubblicazioni

  1. Documentazione del progetto “No al pregiudizio”
  2. Atti della giornata di studio su “Le artiterapie come strumento per la riabilitazione,la prevenzione e l’integrazione sociale”