* 2011 Relazione al Convegno “Quanto la persona è al centro della sua cura?”

Relazione di ‘Oltre l’Orizzonte’sui Servizi di Salute Mentale a Pistoia

Convegno Coordinamento Toscano 29 novembre

La visione del servizio nel dipartimento di salute mentale:non chiara

Condividiamo la visione dei responsabili delle UFFSMA che i servizi devono essere incentrati sulla persona,puntando al potenziamento delle sue autonomie e alla sua inclusione sociale ma quanto è condivisa da tutti gli operatori del servizio? Noi abbiamo la percezione che sia condivisa da pochi medici e i pochi operatori che lavorano in questo senso siano lasciati da soli.

Consulta del dipartimento di salute mentale

Poco funzionale;non sono espliciti i compiti. Mai convocata né per la rilevazione dei bisogni né per la verifica della programmazione attivata. Opera senza continuità.

UFSMA Pistoia

La modalità di lavoro è ancora prevalentemente ambulatoriale;il lavoro degli operatori è ancora non strutturato per equipe.

Associazioni all’interno dell’unità funzionale

Sono molto vivaci e propositive le associazioni create con l’importante apporto degli operatori ASL ma aperte a tutti:la Polisportiva la Giostra,la compagnia teatrale I Lunatikos. Stenta a partire l’associazione degli utenti Bella Mente. Questo credo che sia un’importante cartina di tornasole rispetto alla discrepanza fra l’affermazione che i servizi devono essere improntati all’autonomia della persona e la realtà prevalente che vede “il paziente” come oggetto della cura farmacologica.

SPDC- logistica accogliente;ben funzionante. Manca un centro crisi per l’accoglienza temporanea per utenti conosciuti bisognosi di un sostegno intensivo ma che non si configuri come ricovero ospedaliero.

Comunità terapeutica di Masiano:ben gestita,orientataal reinserimento sociale;ottimo esempio di lavoro in equipe.

Centri diurni

Logisticamente soppressi o svuotati di attività. Il tentativo di riorganizzare le attività in altri luoghi con la finalità dell’inclusione sociale sembra ancora abbastanza demagogico. Il personale si adopera molto per far funzionare le attività ma spesso sembrano operare senza guida e soprattutto,anche le attività più qualificanti non vengono sfruttate per tutto il loro potenziale riabilitativo,in quanto non rapportate ai percorsi personalizzati degli utenti. La scelta di sopprimere fisicamente i centri diurni,o comunque di svuotare anche quelli che rimangono di qualsiasi attività significative,adottata con superficialità e senza una visione ben chiara e condivisa della riabilitazione psichiatrica,secondo noi elimina di fatto un nodo importante nella rete di sostegno.

 Servizi domiciliari

Ancora troppo pochi sono organizzati per progetti personalizzati.

C’è voluto troppo tempo per l’esplicazione della gara d’appalto per i servizi e,anche se abbiamo da subito contestato l’utilizzo quasi esclusivo di personale non qualificato per i servizi alla persona,contavamo comunque sul fatto che ci sarebbe stato più personale disponibile per attivare un’assistenza continuativa. Non abbiamo ancora avuto comunicazione sui cambiamenti che saranno messi in atto grazie all’ampliamento di questo servizio. Per noi,era qualificante l’introduzione almeno in via sperimentale del facilitatore sociale per sostenere i percorsi di inclusione sociale proposto dal progetto proposto dal consorzio che ha vinto la gara d’appalto ma non abbiamo ancora notizie al riguardo. Speriamo che maggiore attenzione possa essere dedicata ai “non collaboranti”.

 Corso mensile di formazione aperto a tutti a cura dell’UFSMA (in collaborazione con il comune di Pistoia)

Si è dimostrato molto utile non solo per informare ma anche per accorciare le distanze con i vari professionisti e permettere di interloquire sui servizi. Quest’anno le 6 lezioni vertono sul concetto di guarigione. Purtroppo i familiari non hanno capito l’importanza di questa iniziativa e in troppi la disertano. Anche il fatto che non partecipino gli utenti per noi dimostra che in realtà gli operatori del csm non si adoperano per la presa di docenza e l’empowerment dei pazienti.

 Valutazione dell’efficacia dei servizi

Riteniamo questo un aspetto irrinunciabile per il miglioramento dei servizi. Ognuno deve fare la sua parte. La Regione deve impegnarsi affinchè siano incluse anche le componenti sociali e riabilitative nonché la valutazione dell’efficacia dei percorsi riabilitativi. L’azienda ASL deve continuare il percorso di valutazione dei servizi iniziato con la percezione degli utenti:come è stato risposto alle rilevazioni dello studio sull’indagine? Perché non vengono coinvolti i familiari e le associazioni? Perché non predisporre la valutazione del’efficienza e dell’efficacia all’interno di tutti i progetti proposti?

Integrazione socio-sanitaria

Questo è il punto più debole. La nostra associazione si è adoperata per dodici anni per facilitare la creazione di sinergie fra l’ASL,i vari enti locali preposti all’integrazione,ma anche con le associazioni e le fondazioni del territorio. Tuttavia,quando viene attivato un protocollo d’intesa o un progetto comune o anche semplicemente un’iniziativa condivisa,nella maggior parte dei casi non c’è seguito. Un esempio per tutti:l’anno scorso è stato approntato un progetto sperimentale fra comune di Pistoia e UFFSMA ma il direttore generale dell’ASL non l’ha ancora firmato per renderlo operativo.

Però,i motivi per cui l’integrazione socio-sanitaria non è diventato metodo generalizzato sono molteplici,molti dei quali non dipendono dalla mancanza di volontà dei singoli. Ogni ente continua ad operare a settori,senza rapportarsi con gli altri,anche all’interno dello stesso ente,figuriamoci fra enti diversi.

Le responsabilità:

Innanzitutto,c’è discrepanza fra i principi generali enunciati nei vari piani sanitari e sociali della Regione e la possibilità di renderli operativi:per esempio,l’allocazione delle risorse ai comuni ancora non esplicitano i servizi di salute mentale e quindi difficilmente si riesce a rientrare nella generalità dei servizi per l’inclusione sociale o anche nei progetti finalizzati a categorie ben esplicitate:alloggi ERP,vita indipendente (esclude la disabilità psichica),non autosufficienza (praticamente solo per gli anziani),progettualità per i giovani o per gli anziani,ecc.

L’azienda ASL non ha mai speso le risorse che la Regione esplicita per la salute mentale (4,5% di tutta la spesa sanitaria). La risposta ufficiosa che ci viene data è che finchè ci sono delle lobby forti come AIAS o Fondazione Turati che risucchiano la maggior parte dei fondi per la riabilitazione,non è possibile ottemperare a questa indicazione? E allora?

I comuni:l’assessorato al sociale del comune di Pistoia è l’unico che ha dimostrato disponibilità all’ascolto delle istanze presentate sia da noi che dall’UFSMA ma nei limiti settoriali delle competenze dell’assessorato. Interessante il progetto sperimentale concordato con le associazioni e con l’UFSMA l’anno scorso ma non ancora reso attuativo. L’accordo raggiunto per il trasloco di alcuni utenti da appartamenti in zona degradata non è ancora stato reso operativo. Il discorso più ampio che noi chiediamo da tempo presuppone un’impostazione politica e la costruzione di sinergie ancora impensabili a Pistoia.

Per gli altri comuni sembra che il problema della salute mentale non esista.

Noi auspichiamo che la società della salute introduca modalità operative che obblighino all’alta integrazione,magari introducendo la figura di un responsabile che alla fine dell’anno debba rendere conto degli obiettivi raggiunti.

 La provincia:era stato fatto un buon lavoro con la firma di un protocollo per i tirocini finalizzati all’assunzione ma è scaduto a marzo 2011 e non ne è stata né verificata l’efficacia né è stato rinnovato.

 

Richieste di Oltre l’Orizzonte:SEMPRE LE STESSE DA ANNI

      Alla Regione Toscana

  1. Far sì che i principi espressi nelle normative e nei piani integrati di salute siano tradotti anche concretamente in indicazioni operative per gli enti locali e l’’ASL
  2. promuovere la valutazione del servizio (con incentivi e disincentivi),aumentando il numero e la qualità dei descrittori individuati dall’Istituto S. Anna,includendo anche l’integrazione socio-sanitaria
  3. rendere pubblica la valutazione e la prosecuzione dei progetti sperimentali finanziati con contributi regionali
  4. organizzare la formazione dei dirigenti,incentivando il lavoro d’èquipe e l’integrazione socio-sanitaria
  5. definire in modo più puntuale i criteri per descrivere i profili di salute,andando oltre i ricoveri in tso e i suicidi per la salute mentale
  6. pubblicizzare le “buone pratiche” ad ogni livello (anche pubblicandole sul sito web della Regione)

     Alla ASL 3

  1. Mantenere l’impegno di ristrutturare la villa in via degli Armeni,ex sede del Centro di salute mentale. Se ciò è troppo costoso come ci è stato detto,proponiamo di stilare un progetto comune come facemmo per la ristrutturazione dell’attuale comunità terapeutica di Masiano da proporre alle Fondazioni bancarie locali. Questo permetterebbe di concentrare le attività del CSM e di predisporre la costituzione del Centro crisi,fortemente necessario,specialmente se verrà soppresso uno dei due SPDC del territorio.
  2. Rispondere per iscritto alle richieste scritte e ai quesiti dell’associazione “Oltre l’Orizzonte”
  3. “Oliare” l’ingranaggio per snellire le procedure che impediscono uno spedito espletamento delle pratiche e delle delibere quando sono coinvolte più unità operative,promuovendo anche momenti di formazione per i dirigenti delle diverse unità operative
  4. Rispettare i protocolli con gli altri enti,come la provincia per i tirocini e le assunzioni con la L.68
  5. Promuovere la salute mentale visto che i disturbi psichici aumentano principalmente fra i giovani

       Al dipartimento di salute mentale

  1. Esplicitare la mission del dipartimento e il ruolo delle strutture nella rete dei servizi.
  2. Rendere più operativa la consulta,rivedendone il regolamento interno. Adottare un metodo di lavoro che preveda sia momenti di rilevazione dei bisogni che di valutazione dei progetti e dei servizi in generale.
  3. Partecipare attivamente alla definizione dei profili di salute nei piani integrati di salute dei comuni e della società della salute
  4. Adoperarsi per l’attivazione dell’integrazione socio-sanitaria
  5. Presentare le tipologie di progetti personalizzati attivati
  6. Esplicitare l’attuazione dei progetti sperimentali finanziati dalla Regione Toscana e valutarne i risultati

      Alle Unità funzionali

  1. Lavorare in equipe per prendere in carico i bisogni della persona in modo continuativo
  2. Valorizzare concretamente le risorse delle persone in carico
  3. Coinvolgere i familiari nei progetti individuali personalizzati;rivedere i progetti con regolarità e ricontrattare gli obiettivi da raggiungere
  4. Lavorare incessantemente con il territorio per il potenziamento dell’integrazione sociale (lavoro,casa,socialità)
  5. Introdurre il concetto di valutazione costruttiva nel proprio operato

 Attività dell’associazione “Oltre l’Orizzonte

per la giornata nazionale della salute mentale

 –       26 novembre – Seminario intensivo per familiari

–       1 dicembre – Rappresentazione teatrale di “Solitudini Celate Oltre l’Orizzonte … la luce” sulla salute mentale,scritto dal gruppo scrittura dell’associazione (all’interno di un progetto CESVOT con le associazioni del territorio)

–       4-7 dicembre Stand di sensibilizzazione nell’atrio dell’Ospedale del Ceppo e in varie parrocchie del comune di Pistoia con la distribuzione delle candele con il motto “Luce per illuminare le menti”

–       13 dicembre “Viola”,Monologo su Dino Campana a cura di Elisabetta Salvatori (all’interno del progetto annuale di sensibilizzazione in collaborazione con il liceo artistico “Policarpo Petrocchi” di Pistoia

 attività prevalenti nell’anno 2011

–       Lavoro incessante con le istituzioni locali

–       I Ragazzi del Venerdì – socializzazione ogni venerdì

–       Centro di ascolto con psicologa e counselor

–       Corso di formazione Cesvot:“La scrittura collettiva:una nuova modalità di auto-mutuo aiuto”

–       Corso di formazione Cesvot:“Potenziare le abilità relazionali attraverso il teatro e la scrittura” (attualmente in corso)