*2017 Relazioni annuali sui servizi per la salute mentale

I servizi per la salute mentale a Pistoia:andare “oltre” e non tornare indietro! (2016) e aggiornamento della situazione a ottobre 2017

a cura dell’associazione Oltre l’Orizzonte per la promozione del benessere psichico

Premessa e storia pregressa

L’associazione Oltre l’Orizzonte si dedica alla difesa dei diritti dei sofferenti psichici e al potenziamento dei servizi territoriali a loro dedicati. Le criticità che nel 1999 constatavamo all’interno dell’unità funzionale erano l’eccessiva “ambulatorietà” della presa in carico e quindi la disattenzione alla persona nel suo insieme e ai cosiddetti “non collaboranti” o “persi di vista”. Però,c’erano delle basi promettenti da sviluppare:normative attente alla promozione della persona,un centro di salute mentale facilmente raggiungibile,due centri diurni con impostazioni differenziate,uno indirizzato più al potenziamento delle risorse personali interiori,l’altro sull’acquisizione di competenze spendibili all’esterno. La presa in carico riguardava anche le famiglie di persone ad alto carico che potevano contare su incontri periodici con uno psichiatra e uno psicologo. Presto ci rendemmo presto conto che il problema era molto più vasto. Lo stigma imperversava ovunque e la disattenzione della comunità per la salute mentale era unanime. L’integrazione socio-sanitaria era praticamente inesistente.

Ci interrogammo su che cosa avremmo potuto fare come associazione per aiutare a cambiare la situazione e ci mettemmo al lavoro,agendo su più fronti. A livello comunitario attivammo progetti di sensibilizzazione capillare con le scuole,con le parrocchie,con i sindacati,con l’assessorato alle politiche sociali del comune di Pistoia e con i consigli comunale e provinciale. Ci informammo su leggi,ordinamenti e linee guida e scoprimmo che erano all’avanguardia ma che rimanevano disattese sul territorio. Allora ci affiliammo al Coordinamento Regionale delle associazioni per la salute mentale e partecipammo a tutti gli incontri con i referenti regionali. Questo portò alla maggiore puntualizzazione delle linee guida e all’individuazione del progetto personalizzato come strumento di lavoro per gli operatori del dipartimento di salute mentale,strumento che è diventato centrale anche per l’accreditamento regionale dei servizi di salute mentale. Anche i piani socio-sanitari rispecchiavano le nostre richieste,la percentuale del 4,5% della spesa sanitaria dedicata alla salute mentale (anche se purtroppo i fondi assegnati alle unità funzionali da nessuna direzione generali dell’ASL non hanno mai superato il 3,2%),i servizi centrati sulla persona,l’integrazione sociosanitaria “auspicata” con l’accento sull’inclusione sociale.

Le normative italiane e toscane garantiste e movimenti all’avanguardia

La costituzione italiana,la legge nazionale 328/78,il progetto obiettivo per la salute mentale del 2000,le legge regionali 72/97,40,41e 60 e successive revisioni,gli accordi interregionali stato-regioni e tutti i piani soci-sanitari regionali hanno sancito il diritto delle persone con disturbi psichici al sostegno verso la piena cittadinanza. Noi. Di Oltre l’Orizzonte,sempre alla ricerca di buone pratiche,abbiamo anche curato la nostra formazione da ogni possibile punto di vista. Sono stati utili convegni,corsi specifici,seminari,visite a comunità,centri di aggregazione,cooperative di tipo A di tipo B. e letture approfondite a livello nazionale e internazionale. Abbiamo imparato molto dalle associazioni di utenti,dalle sperimentazioni con i facilitatori sociali e da letture e corsi di approfondimento. L’appartenenza al GART,l’organismo di pazienti esperti formato dalla Regione Toscana,ci ha permesso di lavorare con i referenti dell’accreditamento e del rischio clinico a livello regionale e locale. Ci ha entusiasmato la metodologia della recovery in salute mentale basata sulla speranza di guarigione,non nel senso di ritornare allo stato precedente di assenza di malattia,ma nel senso di acquisire consapevolezza della propria vulnerabilità e avere conoscenza degli strumenti disponibili per tgestirla,andando avanti con la propria vita e possibilmente trasformando la fragilità in risorsa. È un’impostazione che conta sulle risorse personali,valorizza l’apporto dei professionisti e libera le risorse collettive. Il concetto di recovery viene affiancato a quello di empowerment, che significa aiutare la persona a dotarsi di strumenti che le diano il potere di comprendere i propri diritti e il potere di trovare le strategie per ottenerli,il potere di auto-aiutarsi. Sono questi due concetti che se applicati nel concreto delle pratiche quotidiane possono davvero dare una svolta innovativa ai servizi e aiutare le persone a migliorare la qualità della propria vita.

Il lavoro dal 1999 al 2016 di Oltre l’Orizzonte per promuovere l’integrazione sociosanitaria dei servizi per l’inclusione sociale e l’emancipazione delle persone affette da disturbi psichici

Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per stimolare la sinergia fra enti diversi in funzione dell’integrazione sociosanitaria e negli anni si è costruita una rete che ha portato alla possibilità di formulare un patto territoriale per la salute mentale come prospettato anche dagli accordi stato—regioni del 2008 e del 2013 . Abbiamo ottenuto:

  1. Con la provincia:(nessuna istituzione ha accolto il nostro accorato e ripetuto appello affinchè dopo l’abolizione dell’ente provinciale vengano mantenuti nella loro essenza i servizi e i protocolli costruiti)

    1. per il lavoro

      1. una delibera del consiglio provinciale per l’attenzione alle criticità del lavoro per persone con disturbi psichici con successiva nomina di una commissione interistituzionale con la presenza dele associazioni della salute mentale (2004-2011)

      2. un protocollo d’intesa fra il centro per l’impiego e l’ASL 3 per la collaborazione con il dipartimento di salute mentale e una delibera per una riserva di posti per gli psichici nelle assunzioni L.68 (2009,2010)

      3. due forum specifici sul lavoro e sull’integrazione fra servizi ASL e centro per l’impiego della provincia (2009,2011)

      4. l’attenzione della commissione tripartita scaturita in

        1. un seminario con vari soggetti,pubblici e privati,per la individuazioni di criticità e possibili soluzioni

        2. un bando specifico per l’occupabilità dei disabili psichici

    2. per l’amministrazione di sostegno

      1. una commissione mista istituzioni-volontariato

      2. due corsi di formazione per volontari

      3. l’elenco provinciale degli amministratori di sostegno

      4. uno sportello informativo per i cittadini sull’amministrazione di sostegno

    3. la collaborazione in progetti di lotta allo stigma

  2. Con il comune di Pistoia

    1. un progetto integrato per la creazione di una comunità terapeutica e la destinazione di alcuni alloggi per l’abitare in autonomia (2004)

    2. una delibera del consiglio comunale sulla salute mentale,con particolare attenzione all’abitare supportato

    3. la concessione di alcuni appartamenti per l’abitare supportato in percorsi di autonomia (peraltro non ancora assegnati per il grosso stigma (2009-2016!)

  3. Con la società della salute pistoiese

    1. La costituzione del gruppo di lavoro sulla salute mentale per la definizione del profilo di salute della zona di Pistoia (2015)

    2. Il patto territoriale per la salute mentale(2015,che però non ha ancora preso il via) con aree di intervento basate sui concetti di recovery e di collaborazione con le associazioni degli utenti e dei familiari,come delineato nelle normative regionali:

      1. Prevenzione

      2. Attenzione all’infanzia e adolescenza

      3. Il progetto personalizzato

      4. L’abitare

      5. Il lavoro

      6. L’amministrazione di sostegno

      7. La salute mentale in carcere

    3. con i privati:fondi per vari progetti sperimentali (2001-2015)

La situazione dei servizi di salute mentale a Pistoia

Con gli stravolgimenti organizzativi degli ultimi anni abbiamo perso i punti di riferimento precedenti ma i nuovi non sono delineati e la rappresentanza delle associazioni è di gran lunga indebolita,anche in mancanza di regolamenti riguardo al ruolo del volontariato nel rapporto con gli enti. Il comitato di partecipazione dell’ASL aspetta lumi,come pure quello della sds.

A Pistoia la situazione gestionale dell’UFSMA era già molto critica da anni. Il primario aveva dato le dimissioni nel 2013 in situazioni drammatiche. Fu nominato facente funzione il primario della Valdinievole,già coordinatore del dipartimento di salute mentale e contestato formalmente dagli psichiatri fin dalla sera precedente al suo arrivo. La conflittualità interna crebbe sempre di più con il conseguente boicottaggio di ogni iniziativa e l’arroccamento ambulatoriale degli psichiatri. Alla fine del terzo anno l’aggressione di un paziente ad un operatore della Valdinievole portò alla rivolta degli infermieri,alla sostituzione del facente funzione e all’attuazione della delibera sulla sicurezza degli operatori (emanata l’anno precedente senza che la consulta del dipartimento di salute ne fosse messa a conoscenza). Risale al primo mese in carica del nuovo facente funzione,ancora una volta in sordina,la concessione della guardia medica agli psichiatri con conseguente recupero di due giorni di riposo,a scapito del servizio territoriale mentre per noi la priorità da anni è il rimpiazzo degli psicologi di cui l’UFSMA è ormai praticamente priva. Nell’incontro con il dott. Morello a marzo scorso manifestammo il forte desiderio di un concorso pubblico per l’individuazione di un dirigente autorevole. Invece fu possibile soltanto la formula del facente funzione scelto fra gli psichiatri interni all’unità funzionale,nomina rinnovabile di sei mesi in sei mesi,aumentando la precarietà del servizio offerto ai cittadini. E siamo già al secondo rinnovo.

Noi abbiamo sempre cercato di collaborare con tutti i dirigenti che abbiamo trovato e così abbiamo fatto anche in questo caso,senza però rinunciare alle nostre prerogative. Ci siamo trovati di fronte al misconoscimento del ruolo sia di familiari come singoli che ai diritti come associazioni (che la delibera 1016 del 2007 garantiva alle associazioni della consulta del dipartimento di salute mentale e,soprattutto a quanto era stato concordato nellaa precedente gestione,come il patto territoriale per la salute mentale fra la società della salute,il dipartimento di salute mentale e le associazioni.

Ai singoli familiari il primario non concede incontri. Alle associazioni è stato concesso un unico incontro mensile ad un “piccolo numero” di rappresentanti delle varie associazioni su argomenti apparentemente concordati ma mai seriamente affrontati,come quello dei progetti personalizzati o della programmazione delle attività dell’UFSMA con relativo budget di spesa o del patto territoriale,che in pratica il facente funzione non ha finora attivato.

Proseguendo,la contenzione per noi è una questione molto delicata. Il piano socio-sanitario vieta sia quella fisica che quella farmacologica. Il consiglio regionale lo ha ribadito. Ci è stato comunicato che la Regione ha inviato ai dirigenti una lettera indicativa di come deve essere gestita la contenzione. Ad una richiesta di fornircene copia il dirigente ha replicato che non poteva divulgarla perché era indirizzata a lui e la contenzione è un atto medico di esclusiva competenza degli psichiatri. L’obbligo della trasparenza degli atti non comporta che la pubblica amministrazione rende pubbliche le norme che riguardano la restrizione della libertà individuale? I reclami rispetto al trattamento ritenuto poco rispettoso delle persone in SPDC vengono sminuiti come semplice disagio dei familiari stessi.

La questione dell’accesso diretto alle prestazioni senza che i pazienti debbano passare dal CUP è stata gestita in modo incomprensibile per più di un anno a causa dell’ostruzionismo degli psichiatri,che all’unanimità hanno dichiarato che fare la fila al CUP è uno strumento riabilitativo in quanto “fortifica nei confronti delle frustrazioni”. Per noi,ben altri sono gli strumenti da utilizzare per aiutare le persone a fortificarsi nei confronti delle frustrazioni della vita. Alle nostre rimostranze il dirigente ci ha comunicato che la questione era definitivamente chiusa,nonostante fossero state individuate possibile soluzioni dal responsabile di zona:perchè nel resto della Toscana la pratica viene svolta direttamente al csm?

Abbiamo la sensazione di ritornare indietro di anni nella presa in carico delle persone. Siamo angosciati e preoccupati. La nostra speranza era il patto territoriale e la possibilità di collaborare per migliorare la qualità della vita delle persone in carico al servizio con percorsi emancipativi basati sulla persona nel suo insieme di corpo,mente,psiche,emozioni e aspirazioni e non semplicemente di “malati.”

Il prossimo futuro:urge il cambiamento di impostazione dei servizi ed è possibile!

Questa possibilità deve rimanere un’utopia? No,può realizzarsi perché nel nostro territorio ci sono le basi per costruire degli ottimi servizi. Deve essere trasformata l’impostazione paternalistica dell’UFSMA,che può realizzarsi solo attraverso la formazione degli operatori,che però devono essere garantiti in numero adeguato,con una definizione chiara delle competenze e dei compiti,partendo dalla condivisione di una impostazione riabilitativa che si sposti dall’enfasi della rimozione dei sintomi alla promozione della persona,che deve essere sostenuta a diventare sempre più protagonista della propria vita,utilizzando tutti gli aiuti già presenti in embrione ma poco sfruttati. Affinchè il processo sia efficace e repentino la trasformazione deve iniziare all’interno dei servizi per poi prendere vigore e coinvolgere le persone in carico,i familiari,le istituzioni territoriali,i politici e la comunità tutta.

Si può fare e quindi si deve perché le premesse ci sono e le evidenze scientifiche sono incoraggianti.

Aggiornamento della SITUAZIONE A OTTOBRE 2017

Da febbraio 2017 c’è stato un notevole progressivo peggioramento della situazione ad ogni livello:

stravolgimento del concetto di accoglienza al csm,di progetto personalizzato con la persona al centro del proprio processo di cura (la persona è oggetto e non soggetto),marginalizzazione dei familiari,e delle associazioni ,discrepanza nella gestione dei certificati per la patente di guida,rifiuto di considerare alternative all’obbligo per il paziente di passaggio al CUP per ogni appuntamento con lo psichiatra (anche la proposta del direttore della società della salute),restringimento dell’assistenza domiciliare,percezione dell’aumento della contenzione farmacologica in spdc,non attivazione dell’allargamento dei progetti condivisi con il comune per l’autonomia abitativa.

non attivazione del patto territoriale per la salute mentale(2015) (:Dopo la lettera formale di contestazione della gestione del focus group per la salute mentale della sds pistoiese e della relazione non condivisa inviata da parte del facente funzione di responsabile dell’UFSMA,i lavori sono continuati con un altro psichiatra,un’educatrice e una rappresentante della sds. Il lavoro è proceduto in modo maggiormente propositivo. Su nostra insistenza è stato inserito l’obiettivo di attivazione del patto ma niente è stato ripreso da allora.

-Stato degli edifici per la salute mentale:chiusa la comunità terapeutica dal comune,chiuso il Villino Il Perseo,chiuso un appartamento nel complesso “Il Sole per non funzionamento degli scarichi,utilizzo improprio dell’appartamento più grande per alcuni ospiti della comunità terapeutica chiusa dal comune,manutenzione straordinaria dei villini Desii:non attivata perchè la gara è scaduta da tempo.

Bandi di gara:niente di fatto

  • Bando per l’assegnazione dei servizi territoriali esterni (USL):appena scaduto

  • Bando per la manutenzione straordinaria (ma anche i piccoli lavori rientrano in questa dicitura):scaduta da tempo e tutto è fermo

  • bando della sds per l’individuazione di una struttura idonea a ospitare la comunità terapeutica (in sostituzione “temporanea” della struttura chiusa dal comune nel 2016:disposizione date all’area tecnica usl a giugno e non ancora pubblicato e reso operativo.

  • bando per due appartmenti per l’ultimo percorso dell’autonomia abitativa (convenzione fra comune di Pistoia e usl):inevaso per due volte quello del comune,per una volta quello della sds

Le nostre ripetute e incessanti segnalazioni,richieste di risposte chiare e di azioni non hanno avuto risposta a livello regionale e quelle a livello locale sono sempre state insoddisfacenti perchè di fatto nulla è cambiato.

Ribadiamo con forza la nostra richiesta per l’assegnazione dei due psicologi all’UFSMA (promessi a inizio primavera,graduatoria pronta a luglio) e la nomina del primario(presentazione delle domande scaduta il 31 agosto). Da cinque anni chiediamo la sostituzione in organico dell’educatrice utilizzata in servizi amministrativi in altro dipartimento.

La presidente di Oltre l’Orizzonte

Pistoia,11 ottobre 2017


Progetto di Oltre l’Orizzonte nell’anno 2017

Resurrezione:percorsi di rinascita sociale per persone con disagio psichico”

Progetto culturale dell’associazione Oltre L’Orizzonte per Pistoia Capitale della Cultura 2017

L’associazione Oltre l’Orizzonte opera a Pistoia dal 1999 per la promozione dei diritti delle persone con disagio mentale e per la loro inclusione sociale. Ricerchiamo e sperimentiamo buone pratiche per il miglioramento della qualità della vita di queste persone. L’approccio che più ci convince è quello che parte dalla conoscenza della persona per valorizzarne le capacità e i punti di forza e utilizza strumenti come il lavoro e l’abitare in autonomia per sostenere percorsi di ripresa della vita.

Per testimoniare questo approccio abbiamo ideato il progetto “Resurrezione:percorsi di rinascita sociale per persone con disagio psichico” che il comune ha incluso fra quelli per Pistoia capitale della cultura 2017. Abbiamo documentato tutto il progetto con due dvd:uno con la videoregistrazione di tutti gli interventi dell’incontro su “Costruire e ricostruire percorsi di vita nonostante i disturbi psichici” con prof. Paola Carozza e Michele Pavanati,il secondo presenta la videoregistrazione dell’intervista alla prof. Carozza sul cambiamento necessario nei servizi di salute mentale (anche su YouTube) e tutte le altre azioni del progetto “Resurrezione:percorsi di rinascita sociale per persone con disagio psichico”.

La seconda proposta è stata la proiezione del film “La pazza gioia” di Paolo Virzì,per stimolare il folto pubblico che è intervenuto,a riflettere sulla complessità della sofferenza psichica,sull’importanza dell’amicizia e dell’accoglienza,sul male che i pregiudizi e i luoghi comuni possono causare e di quanto importante sia la speranza per incoraggiare le persone stesse a intraprendere il percorso di ripresa a volte molto faticoso. Il dvd presenta solo l’introduzione dello psicologo Giuseppe Bruni.

L’evento clou del progetto è stata l’inaugurazione nel Battistero di Pistoia della mostra “Resurrezione” di Adriano Veldorale che ha dato il titolo al progetto. La “Resurrezione” è una scultura composta da circa 17.000 triangoli in ferro saldati fra loro,che rappresenta il velo che copre un corpo immaginario nell’atto di elevarsi. L’analogia fra l’opera dell’artista e la mission dell’Associazione Oltre l’Orizzonte è evidente:la resurrezione è la guarigione,non nel senso di ritornare allo stato di assenza della malattia (anche Cristo Risorto continua ad avere i segni della sua Passione),ma nel senso di acquisire la consapevolezza della propria vulnerabilità ed avere coscienza degli strumenti per controllarla,conquistando il proprio posto nel mondo.Avevamo dedicato i mesi precedenti l’inaugurazione della mostra ad un lavoro puntuale con il gruppo di socializzazione dell’associazione conosciuto come ““I ragazzi del venerdì”. Ognuno ha scritto su cosa significhi “riprendersi,ripartire” dopo momenti di crisi e di difficoltà. Ogni scritto è stato letto a conclusion della cerimonia e incluso nel catalogo della mostra.

Il quarto evento,totalmente videoregistrato,è stato lo spettacolo teatrale “La storia di Veronica” realizzato dalla Compagnia teatrale I Lunatikos,con la collaborazione del regista e teatroterapeuta Alessandro Pecini che da anni gestisce il laboratorio presso il centro di salute mentale di Pistoia. Abbiamo scelto questo evento sia perché il testo racconta la storia di Veronica,che recupera il senso della vita dopo un tentativo di suicidio ma soprattutto perché questo laboratorio,basato sul processo relazionale prima che sul prodotto teatrale,è un esempio di strumento riabilitativo efficace. Ne sono la prova la naturalezza dell’incontro degli attori con il pubblico dopo lo spettacolo e le emozioni da loro create.

Attachments

  1. I servizi di salute mentale a Pistoia 2016 e 2017 (93 KiB)
    I servizi di salute mentale a Pistoia 2016 e 2017