** Rappresentazioni teatrali

Su iniziativa di Oltrel’orizzonte sono stati realizzati nel dicembre 2011 due spettacoli teatrali:

    • nell’ambito del Progetto Cesvot Il teatro per il sociale,  la compagnia Il Rubino ha messo in scena,presso l’Auditorium di Mèlos – Lo spazio delle musiche,  il testo teatrale Solitudini celate. OLtre l’orizzonte…la luceLa rappresentazione nasce da un percorso di scrittura collettiva di un gruppo di donne e madri dell’associazione Oltre l’Orizzonte,toccate dall’esperienza di disagio psichico dei propri figli. Racconta l’allontanamento di chi vive il disagio mentale,la faticosa scoperta di un equilibrio impossibile,le lotte interne,quelle familiari e quelle esterne,alla ricerca di un collocamento nel tessuto sociale,alla svolta:la conquista di un posto di lavoro e di un tempo,quello delle giornate di una comunità in cui il protagonista sente di non vivere più ai margini.Per l’associazione Oltre l’Orizzonte questo spettacolo è risultato essere uno strumento potente di sensibilizzazione per avvicinare “le persone alle persone” attraverso la condivisione di emozioni forti. Le voci fuori campo riportano brani di autori quali Piergiorgio Welby,Roberto Carifi e Alda Merini,rendendo la condivisione emotiva universale.
    • nell’ambito della Giornata nazionale per la salute mentale,con il patrocinio Cesvot, Elisabetta Salvatori,accompagnata dal violino diMatteo Ceramelli  recita nell’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia Viola,monologo su Dino Campana,inserito nel progetto annuale di sensibilizzazione ‘Tutti uguali. Tutti diversi’ del liceo artistico “Policarpo Petrocchi”di Pistoia. Lo spettacolo su Campana è del 2005 ed è il primo a non essere ambientato in Versilia,dove Elisabetta Salvatori è nata e  vive. Si sposta nel Mugello per raccontare la vita di Dino Campana,poeta di Marradi,considerato pazzo dai suoi contemporanei. L’abito di scena,come il titolo, è viola,colore che in teatro non si usa…In “Viola” la Salvatori interpreta tre voci-volti:la narratrice partecipe che racconta,a volte commenta,la vicenda;l’interprete,che diventa personaggio nei ragazzi che prendono in giro il poeta,nella ragazza del popolo che ammira le poesie da lui recitate,in Campana stesso;ed infine,sia all’inizio,quando spiega,le ragioni di questo titolo (“Viola”),sia,alla fine,quando racconta la visita alla tomba del poeta,è lei stessa direttamente ad entrare in scena. Forse a sottolineare una adesione emotiva non soltanto intellettuale,perché i suoi spettacoli hanno spesso come protagonisti i diversi. Diversi,perché portatori di una vocazione,di un destino. Non recita Campana. Per scelta. Anche se non avrebbe avuto,credo,difficoltà ad inserire scorrevolmente suoi testi nella storia del poeta. Il testo dello spettacolo è costruito su fonti e documentazioni originali.  Di Campana Elisabetta Salvatori ricostruisce la tragedia:i genitori non lo amano,lo osteggiano e forse,soprattutto la madre,hanno quasi bisogno che lui sia pazzo. Questo sicuramente è la causa essenziale della vita tragica,esaltata dalla poesia, di Campana,costretto a dubitare fin da piccolo di sé,rimasto sempre ai margini e finito,come sappiamo,nel manicomio di Castel  Pulci dove rimane 14 anni,fino alla morte a 46 anni. Le musiche,eseguite da Matteo Ceramelli (violino) sono originali,composte appositamente per lo spettacolo

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  1. locandina1 dicembre Melos (626.9 KiB)
    Solitudini celate al Melos