Autobiografia e Auto Aiuto

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Sabato 28 Maggio in via de’Serragli 3,a Firenze

incontro 

del Coordinamento Regionale Toscano

dei Gruppi di Auto-Aiuto

Programma:

10:00 Apertura dei lavori

10:15 La narrazione nei gruppi di auto aiuto

10:30 Testimonianze dei gruppi di auto aiuto

11:45 Autobiografia e medicina narrativa

12:30 Dibattito

13:00 Buffet

Per informazioni:Segreteria Organizzativa:Coordinamento Regionale dei Gruppi di Auto Aiuto 055/2741519-347/0460767 info@autoaiutotoscana.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam ,deve abilitare Javascript per vederlo   

1 comment to Autobiografia e Auto Aiuto

  • Daniela

    Le testimonianze sono state emozionanti. E’stata evidenziata la solitudine di fronte alla sofferenza anche quando ci sono persone che si prendono cura di te e la difficoltà di ‘varcare la soglia’per chiedere aiuto quando la malattia è causa di giudizio. Mi ha commossa sentir dire che la malattia ha fatto riscoprire valori dimenticati e mi è piaciuto il riferimento a Cittadinanzattiva.Condivido l’affermazione che non si deve aspettare la guarigione come un miracolo prodotto da medicine e terapie,ma acquisire la consapevolezza di non essere isole per vivere appieno i momenti positivi. Nel momento del crollo psicologico per una testimone è stata utile la scrittura autobiobiografica che è risultata ‘creativa’perché è stata condivisa e ha creato speranza.
    L’intervento sulla medicina narrativa è partito dall’affermazione di Terzani ‘Ero un corpo da guarire ma ero anche una mente e un cumulo di storie’
    Il medico non deve solo prescrivere,deve ascoltare e creare condivisione,anche nel suo interesse:la solitudine esiste anche per il medico.La recovery (autogestione)non si prescrive. Il percorso educativo del malato non può che partire da questo.
    Ada Ascari si è detta affascinata dalle narrazioni e dalla consapevolezza con la quale nei gruppi di autoaiuto si cerca di vivere meglio. Anche se ha un potere forte nella malattia,anche la scrittura autobiografica non può essere imposta ed è nostra.Non occorre saper scrivere:arriva quando ne abbiamo necessità.Si scrivono quasi sempre per primi i ricordi dolorosi ma chi conduce il gruppo deve sollecitare a scrivere anche i bei ricordi e le cose minute,anche con stimoli sensoriali:il ricordo avviene soprattutto con il corpo,i ricordi sono incarnati dentro di noi. Si scrive da soli,ma in compagnia di se stessi,facendo un patto,quello di essere sinceri. Scrivere è emozione e commozione:muove qualcosa dentro di noi che poi si può muovere insieme agli altri. L’emozione emoziona.
    Nel dibattito ho riportato l’esperienza di Oltre l’Orizzonte dicendo che attraverso la scrittura autobiografica di gruppo avevamo conseguito effetti di autoaiuto.

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