Un compleanno senza candeline ma con tante parole ed emozioni “Radici per ritrovare e riscoprire talenti e risorse”

Un compleanno senza candeline ma con tante parole ed emozioni

“Radici per ritrovare e riscoprire talenti e risorse”

E certo le emozioni non sono mancate in questo convegno organizzato da Oltre l’Orizzonte,Associazione per la promozione del benessere psichico. Un appuntamento importante anche per tutto il mondo del disagio mentale troppo spesso dimenticato e sempre meno tutelato. Un incontro che si è aperto con una sorpresa iniziale:i “Ragazzi del Venerdì “un po’ emozionati ma sorprendentemente determinati  hanno regalato ai presenti brevi parole sul sentirsi Radici,specchio del loro pensare oltre che del loro essere.

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Per me sentirsi radici vuol dire far parte di uno schema,di un insieme,vuol dire condividere parte di se stessi con altre persone.

(Simone M.)

Mi sento come un albero che non mette radici sotto terra,non ho mai trovato una casa che mi piace. (Tommaso.)

Per me le RADICI sono come un gesto che ti attende da tutta la vita. (Roberto)

 

Le radici sono il mio cervello all’ingiù,infatti la pianta è così. Il suo apparato mi fa pensare a quanto la natura è forte perché esse,

le radici,sono dentro la terra e la terra è come una madre che le tiene in giù. (Simone B.)

Con il progetto radici ho capito l’importanza di credere in me stessa e di scavare nel profondo delle mie emozioni positive. (Rita)

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Un grande applauso ha enfatizzato l’emozione,poi trasformatasi in attenzione quando Anna Maria Celesti Assessore alle politiche di inclusione sociale nonché Presidente della Società della salute pistoiese,ha preso la parola. Il suo è stato un intervento istituzionale a cui ha voluto intrecciare note personali molto toccanti. Essa ha apprezzato il lavoro fin qui fatto dalla Associazione che negli anni,peraltro,ha sempre seguito e approvato. Molte cose sono cambiate nel tempo,ha detto,ma purtroppo molte altre sono ancora carenti o assenti. Per questo si impegna,nei limiti dei suoi poteri,a facilitare e risolvere quei percorsi che ancora si presentano irti e ingarbugliati. Anche Maurizio Miceli,da pochi mesi alla guida del UFC,salute mentale adulti di Pistoia,intervenuto subito dopo,fra altre cose,ha sottolineato,che anche il progetto Radici presenta elementi di grande rilievo e contiene diversi “ingredienti” che nel tempo hanno caratterizzato i movimenti più avanzati della psichiatria sociale del nostro paese.  Fra questi la scrittura creativa,  l’autobiografia,le esperienze di auto-aiuto.

I lavori sono proseguiti con un saluto di Luca Iozzelli,Presidente della Fondazione Caript che ha voluto ribadire il supporto sempre più ampio che la Fondazione sta riservando alle Associazioni che operano nel sociale.

Kira Pellegrini,presidente della Associazione,  ha ripercorso,con voce commossa,  le numerose  tappe  che hanno contraddistinto l’attività della Associazione nata nel 1999,per volere di un piccolo gruppo di genitori di sofferenti psichici stanchi di sentirsi isolati e impotenti ,che da subito decisero di seguire la via dell’inclusione sociale. Ricorda che negli anni,  molti sono stati i progetti  realizzati alcuni anche di grosso impegno  finanziario grazie ad enti ed istituzioni. Molti di  quei progetti sono diventati libri ed oggi testimoniano  cosa è stato fatto ma anche solo ardentemente auspicato. Venti anni possono essere tanti,ma arrivati a questo punto ci sembrano pochi,ha detto Kira Pellegrini,  visto che tante cose non si sono realizzate e,anzi navigano ancora nelle incertezze,  nella mancanza di collaborazioni.

Dopo il breve intervento di  Daniele Mannelli,   direttore della Società  della salute,che ha ribadito la sua piena disponibilità per rapporti sempre più coordinati,la parola è passata a Giuseppe Tibaldi psichiatra,direttore del dipartimento di salute mentale di Modena e trainer del “Dialogo aperto”.

Il “dialogo aperto” è un sistema di trattamento sviluppato in Finlandia,e le pratiche dialogiche,ha detto Tibaldi,nascono proprio dal dialogo aperto come approccio per aiutare le persone e i loro familiari a sentirsi ascoltate,rispettate e valorizzate.

E qui porta l’esempio di Veronica una sua paziente il cui percorso di cura ha visto l’unificazione fra  professionisti e rete sociale. Il suo intervento supportato da molte diapositive( che  ha sollecitato anche molte domande), ha evidenziato i sette principi base del dialogo aperto:

1.Aiuto immediato;2.  prospettiva di rete sociale;3. Flessibilità e mobilità;4. responsabilità;5 continuità psicologica;6. Tolleranza dell’incertezza,7. Dialogo e polifonia.

 

“Intorno ad un tavolo ormai abituato a noi,le parole girano e lo attraversano. Vengono da tempi e spazi diversi,in comune hanno la fragilità. Sono loro,le parole,le compagne di questo viaggio che insieme stiamo facendo da anni,parole dette o scritte:semplici,sincere,profonde… Con queste parole Rita Gualtierotti ,formata alla libera Università dell’autobiografia di Anghiari,inizia il suo intervento raccontando le varie tappe del percorso  Radici. Con la scrittura autobiografica,dice, i ragazzi,sotto le mie sollecitazioni,si sono raccontati scrivendo di sentimenti,di incontri,di persone,di progetti,di paure,di risorse. Tutto questo è avvenuto dopo l’incontro con alcuni scrittori locali che hanno risposto al nostro invito raccontandoci  con semplicità e profondità i loro testi,le loro storie. Attraverso cui i ragazzi si sono letti ed hanno narrato un

”anche io” che aveva tante affinità con quello degli scrittori. Una bellissima esperienza,continua Rita,che   spero,ma già ne sono convinta,possa avere aiutato i Ragazzi a trovare in sé la dignità della propria vita,comunque e malgrado tutto,unica ed irripetibile. Un progetto quello di Radici,  che di sicuro,potrebbe essere adottato anche in molti percorsi scolastici.

Se per Rita le parole sono state dette e scritte,per Silvana Agostini autrice del libro,Radici. Un percorso condiviso per ritrovare e RI-scoprire talenti e risorse,oltre che scritte sono state  “visualizzate” in un Video.  Di sicuro l’altra sorpresa della serata.

Questo libro ma anche il video,dice l’autrice,sono un  dono che mi è piaciuto fare alla Associazione Oltre l’Orizzonte per i suoi 20 anni di attività. Ma soprattutto ai “Ragazzi del Venerdì” i cui ”destini”,un giorno di aprile del 2018,si sono intrecciati con il mio. Da quel giorno sono sempre stata presente alle loro attività,

fotografandole e annotandole,  quasi un diario,utilizzato poi  per costruire il libro. Esso,insieme al video,  ha richiesto moltissimo tempo ma anche impegno “professionale” in quanto c’era da ricomporre e soprattutto legare in un unico puzzle i tanti moduli in cui si suddivideva il progetto. Spero di aver saputo rendere in pieno il sentire  dei Ragazzi a cui ho prestato la “voce”.

Tutto ciò ora è emozione  perché “Le emozioni sono esperienze umane che rendono la vita degna di essere vissuta,e una vita alla quale esse siano estranee,diviene gelida e desertica” (Borgna “L’ascolto gentile).

Poi si spengono le luci e il progetto Radici inizia a narrarsi con parole,immagini e suoni.

“…Questo progetto che dalle Radici prende il nome  è stato  un percorso  lungo e stimolante,ma soprattutto amichevole. Il  viaggio è iniziato proprio dalle radici. Perché esse fanno parte di noi;ne sono una componente essenziale.

Le radici ci legano agli affetti:sono gli affetti

ci legano ai luoghi:sono i luoghi

ci legano alle persone:sono le persone  

ci legano alla memoria:sono la memoria.

Ignorarle ma anche averle smarrite significa ritrovarsi a vagare su strade che non sono nostre.”

Un  lungo applauso smorza l’emozione,che però si prolunga con la consegna degli Attestati di partecipazione  pensati per premiare i “Ragazzi del Venerdì”  per l’assiduità,la serietà,la consapevolezza con cui essi  hanno affrontato l’impegno. Un impegno che l’Associazione Oltre l’Orizzonte si augura sia per tutti loro  un incentivo a proseguire su questa strada.

Un bilancio davvero positivo che di sicuro resterà nella memoria di chi ha partecipato ma anche di chi ha contribuito a costruirlo durante questi lunghi mesi. Che,si spera,per ognuno,  possa diventare Radice del grande Albero che è la vita.

Collateralmente al convegno nei giorni 24 e 26 gennaio si è svolto il percorso esperienziale condotto dal regista Alessandro Pecini. Quattro i turni a cui hanno partecipato dieci spettatori per volta.  Il percorso è stato costruito con l’utilizzo degli scritti dei partecipanti al progetto Radici. Sono stati scelti temi come l’amicizia,la fragilità,la percezione del proprio corpo,la spiritualità. Una esperienza particolare non solo per l’attore che vive nel proprio corpo il tema scelto,ma soprattutto per lo spettatore che,bendato,è guidato nel percorso con contatti e stimolazioni sonore,olfattive e tattili. E qui la sensazione più grande è forse quella delle mani che accompagnano,stringono,sfiorano toccano,accarezzano,spingono,  in ultimo,che si intrecciano come se chi guida volesse traghettare fiotti di profonde,contrastanti emozioni su chi è guidato. Per tutto l’andare,  le “tenebre” si colorano di amicizia. “Mantenersi,il mio verbo preferito,tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera,un attimo,un incontro. Rinunciarvi è folle,sempre e comunque”(Erri De Luca)

 

Silvana Agostini

Pistoia,Venerdì 25 gennaio 2019


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“Radici per ritrovare e riscoprire talenti e risorse” L’Associazione Oltre l’Orizzonte festeggia i suoi 20 anni di attività con un convegno

L’Associazione Oltre l’Orizzonte per la promozione del benessere psichico
compie vent’anni. Nata nel 1999 per volontà di un gruppo di familiari
stanchi di sentirsi isolati e impotenti ha avuto sempre lo scopo di
informare,sensibilizzare e promuovere sperimentazioni mirate a migliorare
la qualità della vita dei sofferenti psichici ma anche dei familiari. Un
viaggio durante il quale l’Associazione ha proposto innumerevoli progetti
molti dei quali sono diventati libri. Radici è l’ultimo progetto in ordine di
tempo ma esso è forse quello che è riuscito più di altri a coinvolgere
moltissime sinergie e persone. Il progetto era articolato in moduli
intersecanti costituiti da incontri informali e circolari con scrittori e artisti
pistoiesi che,hanno creato atmosfere intime di condivisione di emozioni e
di consapevolezza poi riprese negli incontri di scrittura autobiografica
(condotti da Rita Gualtierotti) e in moduli dedicati alla scoperta di sé e
dell’altro ( auto-mutuo aiuto,giardinaggio interiore). Ma il progetto si è
spostato anche “fuori delle mura” non solo per ripercorrere la città con
occhi attenti e riflettere poi sul senso di appartenenza,ma anche per
incontrare artisti che informalmente hanno dimostrato che sviluppare i
propri talenti e le proprie passioni è di grande aiuto per affrontare situazioni
anche drammatiche. Il “fuori” si è concretato anche in una visita a Barbiana
per riscoprire la figura di Don Lorenzo Milani,un grande maestro di vita.
Questo ed altro è diventato un libro a cura di Silvana Agostini che la stessa
presenterà nell’ambito del convegno del 25 gennaio prossimo. In scaletta,
dopo i saluti di Anna Maria Celesti,Assessore alle politiche di inclusione
sociale,e Maurizio Miceli,direttore UFC salute mentale Adulti Pistoia;Kira
Pellegrini ripercorrerà alcune tappe della Associazione da lei presieduta. Il
dott. Giuseppe Tibaldi psichiatra del dipartimento di salute mentale di
Modena e trainer del “Dialogo aperto” illustrerà questa metodologia con la
relazione “Le esperienze dialogiche e la promozione di narrazioni condivise
nelle esperienze psicotiche”. Un appuntamento importante questo per
l’Associazione Oltre l’Orizzonte ma anche per tutto il mondo del disagio
mentale troppo spesso dimenticato e sempre meno tutelato. (s.a –k.p.)


Radici. Un percorso condiviso
Per ritrovare e RI-scoprire talenti e risorse.
Venerdì 25 gennaio 2019 ore 15,00 –19,00
Sala delle Assemblee,Fondazione Caript- via de’ Rossi 24 Pistoia

Info:oltreorizzonte.pt@libero.it oltreorizzonte.pt@gmail.com

Depliant evento 25 gennaio 2019

Relazione annuale 2017:i servizi di salute mentale a Pistoia

I servizi di salute mentale a Pistoia:

Purtroppo negli anni,la situazione è peggiorata notevolmente in tutta la Toscana a causa della carenza di progettualità e di integrazione a tutti i livelli regionali e locali. A Pistoia,però,le basi per avere un buon servizio erano anche migliori che in altre realtà,con strumenti riabilitativi abbastanza diversificati benché siano poco sfruttati e in numero non adeguato al bisogno.1 E quindi è ancor più doloroso constatare che lo stallo che abbiamo combattuto con speranza per anni è stato seguito dal graduale peggioramento (repentino negli ultimi due anni dopo la nuova sostituzione del facente funzione di primario).

Un po’ di storia

Nel 2006,dopo il pensionamento del primario,vinse il concorso un “estraneo” che aveva una visione dei servizi umanistica ma scarse abilità organizzative. Fu osteggiato dai colleghi psichiatri. Noi ci impegnammo molto per costruire una rete con i servizi del territorio,principalmente con il comune per i percorsi di autonomia abitativa (comunità e appartamenti) e con la provincia (lavoro). Il primario di allora dimostrava di crederci molto ma fummo lasciati soli:ottenemmo qualche piccolo risultato con un enorme dispendio di energie (la promessa di due appartamenti in sostituzioni di quelli inagibile restituiti al comune,un progetto sperimentale fra comune e usl per reperire due appartamenti nel libero mercato per la fase finale dei percorsi di autonomia,un protocollo fra ASL e provincia di Pistoia per le politiche attive del lavoro ( l’assunzione dei disabili come previsto dalla legge ‘68/99 con in più una riserva per i disabili psichici,penalizzati fino a quel momento). Non avemmo nessuna collaborazione dall’UFSMA. Crebbe l’antagonismo degli psichiatri mentre il primario diventava sempre meno primario e sempre più l’unico psichiatra che si accollava tutti i casi più complessi. Un fatto delittuoso gravissimo portò alle sue dimissioni e alla nomina di facente funzione dell’UFSMA di Pistoia del primario della Valdinievole,già contestato come coordinatore del dipartimento di salute mentale e in quella situazione ricusato da buona parte degli psichiatri pistoiesi con una missiva al sindaco già il giorno precedente al suo arrivo a Pistoia. Il clima peggiorò notevolmente. Mentre la lotta interna fra il facente funzione e gli operatori pistoiesi diventava sempre più aspra e il boicottaggio contro le decisioni del responsabile sempre più marcato,noi,sempre più isolati,ma con la collaborazione degli amministratori locali (delibera del consiglio comunale all’unanimità sull’attenzione da dare ai servizi di salute mentale) continuammo con la nostra azione sia per la tutela dei diritti delle persone che per aumentare gli strumenti riabilitativi.

A fine 2013 durante la presentazione della nostra relazione annuale sullo stato dei servizi per la salute mentale,chiedemmo ai due responsabili di zona ASL e direttori delle due società della salute la stipula di un patto territoriale per la salute mentale,come consigliato nell’accordo stato-regioni del 2008,ribadito negli anni successivi,e come sperimentato nel Valdarno aretino. La richiesta fu accolta subito e il responsabile di zona e direttore della sds pistoiese,incaricò il responsabile dell’accreditamento dei servizi sanitari dell’ASL di preparare il documento. Feci parte del gruppo di lavoro con grande entusuasmo e spirito collaborativo. Purtroppo gli psichiatri fecero un ostruzionismo “silenzioso”. Il 3 settembre 2015 alla cerimonia ufficiale per la firma del patto furono presenti tutti i grandi capi,ma non gli operatori dei servizi:il direttore generale dell’usl Toscana centro,i presidenti e i direttori delle due sds,il presidente della scomparente provincia,il direttore del dipartimento di salute mentale. Era stata invitata tutta la stampa locale e tvl fece un lungo servizio. Sembrava vero. Sono tre anni che insisto che si parta! Finalmente è stato ammesso che sono gli psichiatri che non ne vogliono sapere. Temono ingerenze nelle loro scelte professionali. L’indifferenza e la critica ingiustificata nei nostri confronti da parte dei dirigenti regionali e l’ostruzionismo da parte del facente funzione ha portato all’impossibilità di portare avanti ulteriori collaborazioni nonostante la disponibilità della società della salute. L’anno scorso ho fatto parte del gruppo di lavoro sulla salute mentale per la stesura del piano socio-sanitario 2018-2020. La gestione del gruppo non democratica e non rispettosa delle associazioni ci portò alla richiesta ufficiale che fosse cambiato il coordinatore (il facente funzione di primario). Così fu e il lavoro procedette in modo proficuo e sono riuscita a far inserire l’attivazione del patto all’interno di vari obiettivi. Da allora le associazioni non hanno più contatto diretto con lui e lui impedisce agli operatori dell’UFSMA di interloquire con noi. Con la scusa della tutela della privacy mi ha impedito di accompagnare i familiari in un incontro per risolvere una situazione drammatica.

La situazione attuale

Da più di un anno non abbiamo contatti diretti con il facente funzione di primario.2 Lo stesso vale per l’associazione Solidarietà e Rinnovamento. Abbiamo fatto numerose rimostranze alla direzione generale dell’USL Toscana Centro perché venisse indetto e velocemente espletato il concorso per primario dell’UFSMA. Le promesse e i ritardi “per forza maggiore” si susseguono da allora. Nel frattempo la richiesta della sds pistoiese di avere la delega anche per la salute mentale (come per legge da 3 anni) è stata rifiutata dalla Regione perché la legge è osteggiata dagli psichiatri in tutta la Toscana. La mancanza di un primario autorevole e l’immobilità conservatrice della lobby degli psichiatri hanno fatto precipitare la situazione. Chiediamo incessantemente la nomina di psicologi perché non sono stati sostituiti quelli andati in pensione (a settembre ne rimarrà solo una). Il concorso di area è stato fatto a luglio 2017. Hanno promesso che ne assegneranno due a Pistoia. Ultimamente hanno aggiunto “a breve” alla frase di rito.

Non ci hanno minimamente aiutato i responsabili regionali del dipartimento di salute mentale. Anzi,era più facile accusarci di ingerenza. Siamo arrivati al punto che non possiamo sostenere i diritti di familiari e utenti,inefficaci sono le nostre rimostranze per avere strutture riabilitative dignitose e sicure,la presa in carico è sempre più basata sulle emergenze.

Quindi,diventa sempre più evidente che l’ostruzionismo degli psichiatri rispetto a qualsiasi rinnovamento è il maggior ostacolo al miglioramento del servizio. L’obiettivo principale per loro non sembra essere il miglioramento della qualità della vita della persona ma principalmente la rimozione dei sintomi,nonostante ciò che hanno scritto nella carta dei servizi. L’abuso dei farmaci a lento rilascio è diventata pratica consolidata in Italia ma gli effetti collaterali si riscontrano solo con il passare degli anni e i primi studi rivelano risultati nefasti. Il personale non è ben utilizzato:le competenze di infermieri ed educatori non vengono valorizzate. Il progetto personalizzato è da anni il fulcro delle normative regionali ed è alla base degli indicatori per l’accreditamento dei servizi:peccato che però gli psichiatri considerino le normative una inutile burocratizzazione. Da questo convincimento non si discostano neanche quelli che riteniamo i più attenti. Ecco,quindi,perché la famiglia non è considerata una risorsa ma una complicazione e l’attività dell’associazione un’invasione di campo. Gli esperti affermano che i curanti devono tenere viva la speranza di miglioramento,utilizzando al meglio gli strumenti terapeutici o che hanno già a disposizione o che possono creare con il territorio.

Per stimolare il dibattito abbiamo organizzato incontri con professori autorevoli a livello nazionale ma gli psichiatri si sentono minacciati e non partecipano. Abbiamo cercato di diffondere l’opuscolo “Costruire percorsi di vita nonostante i disturbi psichici” per dimostrare come le nostre normative rispecchino questa impostazione ma purtroppo neanche molti utenti e familiari si sono entusiasmati.

Per quasi venti anni mi sono impegnata al massimo perchè ero convinta che il servizio pubblico offra molti più strumenti riabilitativi che non il professionista privato che può offrire solo il farmaco e perchè credo fermamente che tutti debbono avere la possibilità di accedere a buoni servizi.

Abbiamo lavorato con tutte le istituzioni,cercato di sensibilizzare i politici e la comunità pistoiese,fatto ricerca nel mondo di buone pratiche riabilitative. Abbiamo gestito progetti sperimentali che abbiamo sempre documentato. Chiunque sia interessato può chiedere in prestito libri e dvd che documentano la nostra attività. Abbiamo sempre cercato e proposto collaborazioni con il centro di salute mentale ma raramente abbiamo avuto risposta. Alle nostre attività,sempre gratuite non sono mai stati indirizzati pazienti in carico al centro di salute mentale. Eppure abbiamo sempre inviato i programmi ai referenti e sollecitato la divulgazione.

I più ambiziosi di questi progetti furono “Vivere” e “Vivere Indipendenti” dal 2004 al 2006 che prevedevano la presa in carico di otto non collaboranti (persone con disturbi psichici importanti che rifiutano di curarsi) con l’utilizzo di un educatore e di una psicologa la quale sosteneva anche la famiglia. Lo proponemmo ai due dirigenti di Pistoia e della Valdinievole perché volevamo che lo psichiatra fosse del servizio pubblico per poter sperimentare e verificare la validità del progetto insieme a loro. Chi prima e chi dopo accettò di curarsi e per alcuni il percorso riabilitativo fu sorprendente ma un solo psichiatra aderì. Avevamo sperato che questo potesse essere la base del rinnovamento della presa in carico:avremmo potuto avere finanziamenti regionali per proseguire e ampliare il progetto che allora era all’avanguardia ma così non è stato!

Nel 2014-15 proponemmo il progetto molto impegnativo e innovativo “Scrivere se stessi” che prevedeva l’accompagnamento individuale di una esperta per la stesura della propria autobiografia. Abbiamo prodotto 9 autobiografie e un libro a documentazione della metodologia adottata. Non solo non hanno consigliato nessun paziente a partecipare ma non sono neanche venuti al convegno finale. Abbiamo fornito tutto il materiale al facente funzione e scritto a tutti gli psichiatri offrendo loro una copia dell’autobiografia di qualcuno che hanno in carico:nessuna risposta.

Dal 2004,anno di istituzione della giornata nazionale della salute mentale,abbiamo trascinato anche il nostro servizio a condividere (solo sulla carta,neanche venivano a sentire) progetti e convegni ma nel 2012 abbiamo smesso perchè se lo stigma rimane all’interno dei servizi stessi non possiamo sperare che cambi la diffidenza e il pregiudizio della comunità. Infatti il comune non è riuscito in 9 anni a reperire 2 appartamenti sul libero mercato con la garanzia del pagamento delle spese e del tutoraggio da parte di operatori usl. La nuova amministrazione ha pensato bene di cancellare il progetto grazie anche all’affermazione da parte del primario che “non ne hanno bisogno.”

L’ultimo nostro impegno grosso è stato dal 2014 al 2017 per l’attivazione del patto territoriale per la salute mentale,anche questo boicottato principalmente dal facente funzione di primario. Le uniche iniziative che ha preso e che noi abbiamo fermamente contestato sono state:l’introduzione della guardia medica notturna (che comporta un giorno di riposo obbligatorio e la conseguente riduzione di tre psichiatri sul territorio),la riduzione delle visite domiciliari,il ridimensionamento del ruolo degli educatori,la drastica riduzione dell’accoglienza al csm,l’obbligo per i pazienti di andare al CUP per gli appuntamenti con gli psichiatri,la dichiarazione nella carta dei servizi che il centro di salute mentale è soltanto un ambulatorio psichiatrico. Dopo varie lettere inascoltate ho deciso di aspettare il primario vincitore di concorso,sperando che ci creda.

Il patto territoriale per la salute mentale:firmato formalmente ma non attivato

Nel 2014 eravamo riusciti ad ottenere l’approvazione delle due società della salute sull’attuazione di un patto territoriale per la salute mentale che avrebbe costruito una rete di sensibilizzazione e di sostegno per la salute mentale:raccordo fra infanzia e adolescenza e adulti,integrazione fra servizi sociali e sanitari,accordi con i medici di medicina generale e specialisti delle patologie fisiche delle quali sono frequentemente affette le persone con disturbi psichici cronici:(diabete,ipertensione,malattie cardiovascolari),progetti per la politica attiva del lavoro,l’amministrazione di sostegno,la salute mentale in carcere e molto altro. Il boicottaggio della dirigenza dell’UFSMA ha bloccato tutto e a Pistoia non vengono fatti progetti per avere finanziamenti regionali.

Chiusura improvvisa della comunità terapeutica di Masiano

Nonostante il progetto fosse il frutto di una convenzione fra il comune di Pistoia e l’USL 3 (costo 150000 euro per il comune e un contributo di 350000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia) una crepa,attribuita ad un danno strutturale,ha portato alla chiusurar prima temporanea e poi definitiva. Nonostante le nostre ripetute richieste sia alla vecchia amministrazione che alla nuova,di fare almeno una perizia tecnica la risposta è che il danno è troppo grosso!

Centro diurno Desiì 3,Villino Desii 2 e appartamenti “Il Sole”

Necessitano da sempre di manutenzione ordinaria e straordinaria:ora chiudono un appartamento e ora un altro,transennano una parte del villino e impediscono l’uso di qualche elettrodomestico. Le risposte sono sempre evasive:si aspetta la gara,ci sono altre priorità,la competenza è di altri.

Chiusura improvvisa del villino Il Perseo

All’inizio del 2017 l’area tecnica dell’usl ha improvvisamente vietato l’utilizzo del villino Il Perseo che ci era stato concesso per le nostre attività,principalmente la socializzazione di “I ragazzi del venerdì” con cena autogestita. Grazie all’impegno del responsabile di zona ci è stato concesso l’utilizzo del centro diurno solo il venerdì dalle 17.30 alle 22 senza la possibilità di usare il frigo. Questa soluzione ci ha permesso di non interrompere il progetto ma ha molto limitato la possibilità di offrire altre attività. Abbiamo cercato un’altra soluzione ma finora non l’abbiamo trovata.

Il concorso per primario dell’Unità Funzionale

Abbiamo molto lottato anche in regione perchè sia effettuato il concorso per primario e per l’assegnazione di psicologi. Dopo ennesimi rinvii mi hanno assicurato che a breve il concorso verrà ultimato. La commissione c’è.

Attività dell’associazione nel 2017

  1. Incontri per la difesa dei diritti con i rappresentanti istituzionali territoriale e regionali

  2. Continua il progetto “I ragazzi del venerdì”

  3. Progetto “Resurrezione”3 inserito fra quelli di Pistoia Capitale italiana della Cultura”. In collaborazione con lo scultore Adriano Veldorale abbiamo attivato le seguenti azioni:incontro con la prof. Paola Carozza sulla riorganizzazione dei servizi per la salute mentale,pubblicazione e diffusione dell’opuscolo “Costruire percorsi di vita nonostante i disturbi psichici”,inaugurazione della mostra in Battistero dell’opera Resurrezione e pubblicazione del relativo catalogo. Nei mesi precedenti il gruppo del Venerdì aveva partecipato a degli incontri di scrittura sul tema di che cosa significhi “ripresa” che sono stati inseriti nel catalogo e letti nella cerimonia di inaugurazione. Un’altra azione importante del progetto è stata la proiezione del film “La pazza gioia” alla Biblioteca S. Giorgio. L’ultima azione importante è stato lo spettacolo “La storia di Veronica” dell’associazione Teatrale Lunatikos,alla quale abbiamo devoluto tutto l’incasso.

  4. Per continuare la nostra sperimentazione su quello che può aiutare a reinserirsi a pieno titolo nella vita sociale,a fine 2017 abbiamo ipotizzato il progetto “Radici”4 con una serie di incontri con scrittori pistoiesi,un laboratorio artistico-artigianale,visite guidate,gruppo scrittura,incontri di gruppo con la psicologa. La partecipazione è stata grande e i risultati sono sembrati promettenti e quindi abbiamo ideato una programmazione dettagliata per tutto il 2018 con un convegno finale aperto al pubblico.

Prossimamente propongo di riprendere la formazione dei familiari e fare incontri sulle problematiche che ci interessano,se verrà dimostrato interesse in tal senso.

Nota bene:Utilizzo del contributo del 5% per mille nell’anno 2017

Le somme ottenute dalle donazioni del 5 per mille sono state interamente utilizzate a copertura parziale delle spese del progetto di socializzazione “I ragazzi del venerdì”,progetto in atto ininterrottamente dal 1999 i cui costi sono totalmente a carico dell’associazione:la spesa delle cene autogestite e le uscite,il pagamento della cuoca e del coordinatore logistico,il compenso alla psicologa,il rimborso spese per l’utilizzo del proprio mezzo per accompagnare le persone,il materiale utilizzato nei laboratori.

La presidente Pistoia,18 aprile 2018

–Kira Pellegrini